Parole A Palloncino – Eleonora Colombo

Parole A Palloncino. Ovvero di quando la nonna Chicca vinse il Talent Show

 

 

Il giorno in cui la nonna Chicca perse le parole fu un giorno memorabile e Riccardo e Teresa, i suoi due nipoti, lo raccontano ancora oggi sgranando un tanto d’occhi! La nonna Chicca viveva coi suoi due nipotini e i loro genitori in una piccola casa gialla dalle persiane bordeaux. Le giornate erano tutte uguali, con gli adulti al lavoro, i ragazzi a scuola e la nonna Chicca a casa a cucinare e spolverare. Le prime avvisaglie che qualcosa nella loro vita stava cambiando fu quando, una sera, al momento di preparare il caffè, la nonna Chicca si presentò davanti a tutti con la caffettiera in mano a chiedere: “E questa? A cosa serve?” Lì per lì tutti pensarono che la donna stesse scherzando finché la videro lasciarsi cadere affranta sul divano, coi pezzi della caffettiera tra le mani e una domanda stampata sulla faccia: Questa? A che serve? Ma il bello doveva ancora arrivare. Qualche sera dopo la nonna parlando con sua figlia, in cucina, le diceva: “Per fare la mia torta di mele devi procurarmi uova, zucchero e… e… e…” E, naturalmente, tutti si aspettavano che dicesse “farina”, ma su quel “farina” la nonna incespicò, tossicchiò; tutti i muscoli della faccia si mossero e si contorsero a cercare di ricomporre, tra le guance, sulla lingua, nella bocca, la parola “farina”, ma niente da fare. Dopo un ennesimo sforzo, tra espressioni mostruose e strizzatine d’occhio, la nonna Chicca gonfiò le guance. La bocca si aprì tutta, divaricando, grandissime!, le fauci. E dalla radice della lingua (o chi sa da dove…) uscì fuori un palloncino di gomma, a ciliegina, bianco, che mano a mano si gonfiava; arrivato alla dimensione di un mappamondo, si staccò dalla bocca e salì fino al soffitto, dondolò un tantino e si acquietò. Nella calda atmosfera della cucina, che odorava ancora del minestrone avuto per cena, per primo si propagò l’urlo inorridito della mamma seguito a ruota da quello di tutti gli altri. La nonna Chicca, beata, era tranquilla: finalmente, in qualche modo, quel “farina” le era uscito! La mamma spaventata prese la prima cosa che le capitò in mano, la scopa della cucina, e tentò di raggiungere a bastonate il palloncino bianco che galleggiava sul soffitto. E, sorpresa!, proprio come una pentolaccia dell’albero della cuccagna, quando il palloncino fu raggiunto dalla randellata giusta, scoppiò, riversando a pioggia, sulla testa di tutti quanti e su tutti i ripiani della cucina, la “farina” che la nonna aveva detto di volere per fare la sua torta, “farina” in abbondanza! Tra Oh! Uh! Ohinoi! e Cose dell’altro mondo! e Guarda cosa ci doveva capitare!, tutti insieme si affrettarono a ripulire per cancellare al più presto ogni traccia del misfatto. Dopo quella primissima volta, pian piano, in famiglia, ci si dovette adattare, sebbene a malincuore, ai Palloncini della nonna. Che tutti avevano imparato a rispettare e persino a temere. Così, se per caso la nonna si dimenticava di dire “farina” o “zucchero” o “coriandoli”, con santa pazienza qualcuno faceva scoppiare il palloncino corrispondente e ci si sottoponeva alla pioggia di parole, come a una penitenza, cercando poi di ripulire tutto alla meglio. Ma si faceva attenzione a parole più consistenti, perché la prima volta che la nonna Chicca aveva detto: “Devo fare le spremute ma mi mancano le… le… le…” e aveva sputato un Palloncino di un arancione brillante, che il rapido intervento di Teresa aveva fatto esplodere, poco prima che arrivasse ad adagiarsi sul soffitto, dal palloncino era venuta giù una grandinata di Arance Sanguinelle che ancora oggi qualcuno ne porta le ammaccature! Fatto sta che tutti avevano imparato a lasciare in pace i Palloncini delle Parole Dimenticate ma Consistenti e adesso, dentro casa, il soffitto era quasi del tutto occupato. C’erano i palloncini Arancioni delle Arance Sanguinelle; certi Palloncini di un Grigio Ferro ( “Oggi sono stata al Centro Anziani e abbiamo fatto il Torneo di… di… di…”) a cui nessuno osava avvicinarsi perché una Boccia in testa non è una bella esperienza. Venivano evitati, con vero terrore di diventare tutti calvi, anche i Palloncini bianco/latte da “Vorrei togliermi questi peli dalle gambe ma non più neanche un tubetto di… di… di…”. Per non parlare di quando, alla nonna Chicca, le venivano suggerite le parole, in anticipo, per non rischiare che dimenticasse, che so, Aghi per il cucito o Ferri da calza o Puntine da disegno, utili per attaccare le sue ricette di cucina sulla lavagnetta di polistirolo: tutti si immaginavano già di essere trafitti e inchiodati al pavimento da mille punte aguzze venute giù come un torrente dai Palloncini pieni di Parole Dimenticate ma Appuntite della nonna. Più passava il tempo, più la nonna Chicca dimenticava le Parole, più i soffitti traboccavano di Palloncini e più i due genitori si vergognavano di aprire la porta di casa agli amici: un po’ per non dover dare spiegazioni sullo stato di salute della nonna e un po’ per non mettere a repentaglio l’incolumità delle persone che si sarebbero trovate, dentro casa, sotto la minaccia di pioggia vegetale di Arance sanguinelle o di “Pericolo di caduta massi” sotto forma di Bocce del Torneo al Centro Anziani. Più passava il tempo, però, e più Riccardo e Teresa cominciavano invece a intravvedere il lato positivo della faccenda, a intuire che avrebbero potuto tirarne fuori un loro tornaconto. Infatti avevano incominciato, come per gioco, a provare ad entrare nel meccanismo rotto delle Parole Dimenticate della nonna per vedere cosa succedeva. Un pomeriggio, al rientro da scuola, i due ragazzini avevano preparato un Piano. Bisogna prima sapere che quando la nonna Teresa voleva dir loro che gli voleva Molto Bene, preparava le Crepes, con la cioccolata! Ebbene, quel pomeriggio, al rientro da scuola, i due furfanti entrarono in casa e dopo aver intortato la vecchia con una serie di svenevolezze tese ad ingraziarsela, le dissero: “Cara nonnina, che ci vuoi tanto bene, non è che oggi, per merenda, ci prepareresti le… le… le…?”. Chissà se fu più la naturale bontà d’animo della nonna Chicca o più il maldestro tentativo dei due ragazzi di provare, così per gioco, ad entrare nell’ingranaggio rotto delle sue Parole Dimenticate, fatto sta che la nonna Chicca, vedendoli in difficoltà, davanti a lei, nel dire la parola “crepes”, mossa da una specie di empatia, si produsse immediatamente nella sua mirabolante metamorfosi facciale e dopo due sputi e un singhiozzo, intervallati da mezzo sbadiglio, sputò fuori uno spettacolare Palloncino giallo, striato di nocciola. Il Palloncino proruppe in un’autoesplosione e nei piatti, lestamente preparati da Riccardo e Teresa sulla tavola, si depositò, una sull’altra, una torre di crepes, intervallate da spruzzi di cioccolata. E chi l’aveva mai vista, una cosa così? I due ragazzi non finivano di raccontarsela. “Mammamia, Riccardo! Le crepes venivano giù come le foglie d’autunno, dagli alberi!”. “Ma va là! C’era una battaglia di mini dischi volanti sopra il tavolo della cucina… Capitano della nave: Fuoco! E giù con le cannonate di cioccolata!”. “Beh, comunque, Ricky, foglie o dischi volanti, le crepes della nonna sono una vera delizia: dai, mangiamo!”. “Oh, Terry, – continuava il ragazzo, con la bocca piena, – non ti sembra che questa nuova dote della nonna sia veramente magica, stupefacente?” . “Davvero! Non c’è nessuno, come lei! E’ un vero talento!”. “Potremmo mandarla a un Talent Show…” disse Riccardo, quasi senza pensarci. I due ragazzi alzarono la testa dai piatti della merenda, si guardarono in faccia, una faccia imbrattata da zaffi di cioccolata, si sorrisero e si dissero “Sì! Sì, sì, sì! Sissignori, facciamolo!”. Poche ore dopo, da un terminale ronzante che stava nella stanza accanto, partiva in gran segreto la candidatura della nonna Chicca per la partecipazione al Talent Show “Cose dell’altro mondo”
Il Presentatore sta introducendo la Concorrente: “Signore e signori, oggi, qui al nostro Talent Show COSE DELL’ALTRO MONDO, c’è una concorrente speciale! La nonna Chicca! Accompagnata dai suoi nipoti, Teresa e Riccardo! Sembra che questa nonna sappia fare cose incredibili, o almeno così dicono i suoi nipoti, che l’hanno iscritta… Giuria! Mi raccomando, come sempre grande attenzione, perché poi il giudizio sarà vostro… E voi:Nonna Chicca! Ragazzi! Prego: cominciate! Avete 120 secondi!”. Teresa e Riccardo danno il Via al numero: si sono allenati per giorni, a casa, con la nonna Chicca. “Nonna! Al Centro Anziani c’è stato il torneo di… di…?”. Ecco la nonna esibirsi in un Palloncino grigio/ferro, pieno di bocce, che vengono giù, quasi telecomandate e, come nel bowling, corrono sul pavimento del palcoscenico con uno strike diretto di tutti i birilli messi lì apposta. Applauso! “Nonna! – riprende Riccardo- per fare i tuoi maglioni ti servono i… i…?” e anche Teresa interviene “…e per la spremuta ci vogliono le…le…?” Il palloncino scoppia e i Ferri da Calza arrivano sul pavimento tutti belli dritti, con la punta all’insù, mentre dall’altro palloncino la pioggia di arance si va a conficcare di precisione sui ferri da calza! Grande applauso! “Spiedini di Arance Sanguinelle su Ferri da Calza! Pieni di Vitamina C: ottimi per l’inverno!” sta esaltando il Presentatore “e, per finire, sembra che la nonna Chicca si esibirà in una Merenda per tutti!”. Riccardo è già pronto: “Nonna, nonnina cara! Sai che ti vogliamo tanto bene!” E Teresa, di rimando: “E non possiamo fare a meno della tua merenda con le… le…”. Le crepes schizzano fuori dai Palloncini gialli e marroni come dischi volanti, o forse come foglie d’autunno che vengono giù dagli alberi a profusione. Arrivano così, bell’e pronte, già spalmate di cioccolata, direttamente nelle mani dei Giurati, del Presentatore, delle Signore e dei Signori del pubblico. Grandissimo applauso!
A nulla valse, quel giorno, contro la nonna, il Mago che faceva uscire Conigli dal cappello, né il Mangiatore di Fuoco, né la Ballerina che ballava sopra un filo tenendosi in equilibrio con un ombrello. Quel giorno la Nonna Chicca stravinse al Talent Show COSE DELL’ALTRO MONDO! La videro in tutto il mondo, in tutta l’Italia, in tutto il paese. La videro anche gli amici che da un po’ di tempo non venivano più a casa: pensarono “Guarda la nonna Chicca! E chi l’avrebbe mai detto?” Dopo lo show la nonna Chicca e i suoi due ragazzi rientrarono a casa e la donna non si accorse neppure di tutto il trionfo che la circondava. Si sedette sul divano e disse: “Mammamia quanto sono strette queste scarpe! Dove sono le mie pantofole?”. Dopodiché non parlò più. Da lì in avanti furono solo Parole a Palloncino, a migliaia di migliaia! Le persiane bordeaux della casa gialla vennero aperte e le Parole a Palloncino furono libere di volare dappertutto. Perché chi vince al Talent Show COSE DELL’ALTRO MONDO può permettersi questo e molto altro ancora!

 


Bio – Eleonora Colombo:

Sono una nonna con una innaturale inclinazione alla scrittura che sfrigola e profuma come una patatina buttata nell’olio bollente. I miei racconti hanno ottenuto riconoscimenti in diversi Concorsi Letterari. Scrivo per delirio di creazione. Una parola sulla pagina bianca: prima non c’era e adesso c’è.


Altri Racconti in Gara


 

 
Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento