Nascita Di Un Consumatore – Claudio Bandelli

Lobel è seduto nella sala d’aspetto con i gomiti poggiati sulle ginocchia, mentre Felestin, qualche stanza più in là, fatica duramente per dare alla luce il loro primogenito.
Insieme a lui ci sono una dozzina di uomini ben vestiti, ognuno dei quali indossa un cartellino sul taschino della giacca con scritto il proprio nome e l’azienda per cui lavora.
Di questi tempi è una cosa comune che, quando nasce un bambino, un gruppo di rappresentanti sia lì per proporre al padre vantaggiosi abbonamenti a lungo termine. Gli ospedali hanno degli accordi con le grandi aziende così come i medici li hanno con le principali case farmaceutiche.
La porta si apre e l’infermiera con un’espressione priva di entusiasmo annuncia il lieto evento. Il bambino è nato di parto naturale, è maschio e pesa tre chili e quattrocentosessanta grammi.
I rappresentanti si stringono al neo papà facendogli le loro più vive congratulazioni. Lobel è molto emozionato e, come spesso succede in questi momenti, le emozioni si confondono e si lascia andare a un pianto di gioia. Gli piacerebbe condividere questo momento con suo padre ma, visto che per non intralciare le operazioni commerciali i parenti non sono ammessi, piange, per puro caso, sulla spalla del rappresentante di salviette igieniche.
Quando Lobel si ricompone viene accompagnato nella sala dei contratti. L’infermiera, nota che il giovane padre cerca di sbirciare dal vetro di ogni stanza per vedere il neonato e gli consiglia, con tono premuroso, di non farsi prendere dalla fretta, che a breve lo vedrà e avrà tutto il tempo di goderselo. Apre la porta, lo invita ad accomodarsi alla grande scrivania, e gli annuncia l’arrivo del primo rappresentante.

IL RAPPRESENTANTE DELLA SODA COLA
– Salve, sono Gron Rols e rappresento la Soda Cola.
– Salve, non vorrei offenderla ma le chiederei di far presto.
– Vedrò di fare il più velocemente possibile – lo tranquillizza tirando fuori dalla sua borsa cataloghi e dépliant.
– Mi scusi se le metto fretta ma sa, vorrei vedere mio figlio.
– È nato solo da pochi minuti ha tutta la vita per vederlo, adesso lei deve incontrare tutti i rappresentanti per garantirgli il miglior futuro possibile, la fretta potrebbe essere cattiva consigliera.
– Ha ragione, forse mi sono fatto trasportare troppo dalle emozioni.
– Bravo, si rilassi. Come potrà facilmente intuire suo figlio non è ancora pronto per usufruire di tutti i nostri prodotti.
– Sì, credo che per un po’ di tempo preferirà il latte alla Soda Cola.
– Su questo ha ragione ma non si dimentichi che la nostra azienda non produce solo Soda Cola, ma tantissimi altri prodotti.
– Certo, la Panta, la Strike.
– E non solo – evidenzia il rappresentante sfogliando il catalogo – anche succhi di frutta, bevande energetiche, acque aromatiche e molto altro ancora.
– Conosco i vostri prodotti, mia moglie è una vostra abbonata.
– Se è così avete diritto ad uno sconto aggiuntivo del 25% su ogni acquisto online.
– Felestin ne sarà entusiasta acquista spesso dal vostro sito.
– Allora l’abbonamento plus sembra fatto apposta per voi. Se lo farete a nome di vostro figlio riceverete ogni settimana… – Gron Rols inizia a sudare vistosamente mentre sfoglia le sue dispense per trovare l’offerta specifica e quando finalmente la trova la indica con il dito – ecco qua – e ne legge esattamente le condizioni – sette bottiglie a scelta scontate del 50% fino al raggiungimento del diciottesimo anno di età.
– Non saranno un po’ troppe sette bottiglie a settimana?
– Ma le avrete al 50% di sconto. E poi pensi a quando verranno a trovarvi gli amici, vorrete avere qualcosa da offrire o no? Senza considerare che con questa offerta suo figlio riceverà per i primi dieci compleanni dei giochi griffati Soda Cola.
– Vorrei prima parlarne con mia moglie.
– Purtroppo l’offerta è valida solo per altri cinque minuti – mostra i palmi della mani in segno di impotenza – il suo bambino non è l’unico ad essere nato oggi, ho molti altri padri da incontrare.
– Ho solo cinque minuti per pensarci?
– Quanto tempo le occorre? Quest’offerta è la migliore sul mercato, pensi che se firmerà adesso le consegnerò gratuitamente cinque tutine con il nostro logo impresso sopra. Le guardi, non sono meravigliose?
– Sì, non sono male.
– Solo un pazzo rifiuterebbe un’offerta simile e lei non è pazzo, vero?
– No.

IL RAPPRESENTANTE DELLA VAUKSWAGEN
– Vedo che lei è già nostro cliente.
– Sì, ho cambiato auto un mese fa. Sa, adesso abbiamo bisogno di prenderne una più grande.
– Capisco serve più spazio con una figlia.
– È un maschio.
– Anche con un figlio! – ride sonoramente come se avesse fatto una grande battuta ma Lobel ricambia con un lieve sorriso di cortesia e il rappresentante prosegue dopo essersi schiarito la voce con un colpo di tosse – quel tatuaggio la fa entrare di diritto tra i clienti Top. Deve amare molto la nostra azienda.
– In realtà mi consigliarono di farlo per risparmiare sull’acquisto, senza non ce la saremmo potuta permettere.
– Avrà risparmiato… non me lo dica… logo Vaukswagen più scritta di media dimensione: il 45% di sconto sull’acquisto del nuovo.
– Il 50% sul nuovo e il 35% sui ricambi. Lo feci in un periodo in cui c’era una promozione.
– Facciamo così, visto che è un cliente Top, le offro un passeggino pieno di loghi Vaukswagen con cerchi in lega, le cinture originali dell’ultimo modello della Colf e con la possibilità di aggiungere un piccolo motore elettrico per alleggerire la fatica della spinta.
– Non è molto faticoso spingere un passeggino.
– Così lo è ancora meno! – emette nuovamente quel suono che vorrebbe essere una risata e ancora una volta non ottiene niente di più di un altro sorriso di circostanza che lo costringe a tossire nuovamente – In più le offro due pacchi di pannolini, chiaramente griffati e, a scelta, un pacco di tutine o di calzini.
– Le tutine le abbiamo già, scelgo i calzini.
– Ottima scelta, firmi qua e la prima macchina di sua figlia sarà…
– È un maschio.
– Ah sì, scusi, di suo figlio, sarà una Vaukswagen.
– D’accordo, ma se non dovesse piacergli?
– Crede davvero che a diciotto anni sarà in grado di poter scegliere la macchina giusta? Intanto lei gli assicuri una bella Vaukswagen e quando avrà vent’anni questo contratto scadrà e sarà libero di comprarsi tutte le macchine che vuole.

IL RAPPRESENTANTE DELLA EPPOL
– Per i nostri clienti abbiamo pensato…
– Mi scusi se la interrompo, vorrei farle una domanda.
– Mi dica.
– Quanti rappresentanti ci sono ancora là fuori?
– Come dice?
– Volevo sapere con quanti rappresentanti devo ancora parlare prima di vedere mio figlio. Ho firmato almeno dieci contratti a suo nome e non so neanche che faccia abbia.
– Le do una buona notizia – il rappresentante si avvicina abbassando il tono di voce – sono l’ultimo.
– Bene allora facciamo in fretta.
– Le elenco subito le nostre offerte.
– Mi dica direttamente qual è l’offerta che ha pensato per mio figlio.
Il rappresentante tira fuori un piccolo tablet nel quale compare una schermata piena di scritte, di numeri e di persone felici.
– Abbonamento Happy Family. Ogni membro della famiglia potrà ricevere i nostri prodotti un mese prima dell’uscita ufficiale oppure acquistarli scontati quando escono sul mercato, un canale di assistenza diretta e la possibilità di richiedere modelli personalizzati. Chiaramente il sottoscrivente, in questo caso lei, dovrà tatuarsi il logo della nostra azienda.
– Non vorrei farmi un altro tatuaggio.
– Ne ha molti?
– Ventidue.
– Le posso dare un consiglio? Non si faccia riempire il corpo da loghi da quattro soldi, faccia maggiore attenzione. Vedo che sul braccio ha il tatuaggio Vaukswagen e sul collo intravedo quello della Piat.
– La prima macchina che mi sono comprato era una Piat e grazie al tatuaggio mi sono potuto comprare quella più accessoriata.
– La capisco, ma guardi questo che ho qui sotto il colletto.
Il rappresentante si tira leggermente giù il colletto della camicia piegando il collo verso destra.
– Cos’è?
– Fashion Martin! Lo fanno fare solo alle persone che non hanno tatuato nessun altro logo di marche automobilistiche.
– Tanto non credo che sarei mai riuscito ad arrivare a quel punto.
– Non dica così – dice ricomponendosi – faccia una maggiore selezione e vedrà che riuscirà a tatuarsi anche lei marchi di prestigio.
– Grazie per il consiglio.
– Si figuri, metta una firma qua.
– Non sono sicuro di voler sottoscrivere questo abbonamento.
– Accetti il consiglio, firmi questo contratto e la vostra famiglia sarà una famiglia migliore.
– Ne è sicuro?
– Crede che sia un disonesto?
Lobel, non avendo prove reali che potessero dimostrare il contrario, si limitò ad alzare le spalle.

Una volta firmato quest’ultimo contratto che avrebbe garantito, insieme agli altri, un roseo futuro al proprio pargoletto, Lobel si alza dalla scrivania, raccoglie le scartoffie e si dirige verso la porta. Posa una mano sulla maniglia e prima di girarla si volta ad osservare quella stanza fredda e asettica che l’aveva ospitato per ben tre ore. Nonostante abbia fretta di vedere suo figlio, resta qualche secondo con gli occhi chiusi per gustarsi il silenzio pacificatore, aveva bisogno di liberare la mente da offerte e contratti, da tutte quelle persone che vedevano la nascita di suo figlio solamente come la nascita di un ennesimo consumatore.
Respirando profondamente attraversa il corridoio e giunge finalmente davanti al vetro della nursery dal quale osserva una dozzina di bambini appena nati. Si somigliano tutti ed è costretto a leggere i nomi sulla targhetta della culla per riconoscere suo figlio.
Il piccolo uomo giace in posizione rilassata con il pugno chiuso sulla fronte. È vestito con una tutina rossa dove spicca il grande logo Soda Cola ed è coperto per metà da un lenzuolino griffato McBurger’s.
La bambina alla sua sinistra indossa un’elegante tutina Gulgari, mentre il bambino alla sua destra ne indossa una talmente piena di loghi da sembrare un pilota di formula uno.
La vista di tutte quelle piccole creature lo commuove e i suoi occhi si appannano per qualche istante.
– Qual è il suo? Maschio o femmina? – gli chiede un omone grande e grosso con i suoi stessi occhi lucidi.
– È un maschio, è quello con la tuta rossa Soda Cola – risponde senza staccare gli occhi da suo figlio.
– La mia è quella in fondo a destra con la spilla di Spadowski.
L’interesse per quella conversazione viene distolto da un’animata discussione tra due infermiere. Lobel è quello più vicino e voltandosi riesce a vederne solo una delle due, dell’altra, che le risponde dalla soglia della porta, riesce a scorgere unicamente il gesticolare della mani. Non sente bene quello che si dicono ma capisce che stanno parlando del neonato che è stato lasciato nella culla in mezzo al corridoio davanti alla porta della nursery.
Avvicinandosi al bambino viene travolto da un profumo che gli fa tornare alla mente la sua infanzia, un odore che gli ricorda i panni lavati a mano con il sapone di Marsiglia che indossava suo padre. Si accorge che la copertina che avvolge il piccoletto ha un orsetto turchese ricamato sopra. In un primo momento cerca di capire se sia o meno la mascotte di qualche marca famosa ma dopo una più attenta osservazione presume che sia solo un orsetto decorativo ricamato a mano. Toccando la coperta si toglie ogni dubbio, carezzarla gli crea la stessa sensazione che provava nel toccare i maglioni che sua madre lavorava con l’uncinetto.
La porta si chiude e il rumore dissolve quel flebile frammento del passato.
L’infermiera sconsolata spinge via la culla.
– Mi scusi – le chiede timidamente Lobel – dove sta portando quel bambino?
– In camera, non vogliono che gli altri genitori lo vedano.
– Ma io l’ho visto – ribatte Lobel sorridendo.
– Appunto, è meglio che lo riporti in camera velocemente prima che lo veda anche qualcun’altro.
– Per quale motivo?
– Avrà notato che è un bambino diverso dagli altri.
Detto questo l’infermiera si allontana e a Lobel viene in mente una risposta istintiva che sussurra con poco fiato.
– Probabilmente un bambino libero.

 


Bio – Claudio Bandelli:

Scrivo la mia prima sceneggiatura per un film che non verrà mai realizzato a diciassette anni. Dal 2005 ad oggi ho realizzato quattordici cortometraggi ottenendo premi in concorsi nazionali e internazionali, una serie tv e due webseries.
Nelle mie opere ironia e paradosso si rincorrono in punta di penna creando storie ricche di riflessioni, di sorprese e di emozioni.
Nel 2016 è uscita la prima raccolta di racconti “Il libro di Grasser e altri piccoli scritti”
Nel 2018 esce la nuova raccolta “Batterdocchio”
I miei racconti sono apparsi sulle riviste Risme, Ellin Selae, L’irrequieto, Crack e Il foglio letterario.


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