La Puzza – Mario Guadalupi

Cap. 1 … il primo fenomeno è stato riscontrato in un’isola sperduta della Malesia quando un bambino, mano nella mano della mamma, ha osservato stupito.
– Mamma, ma quell’uomo puzza anche da lontano.
– Non si sarà lavato. Lascia perdere.
– Ma è una puzza strana, fastidiosa quasi insopportabile
– Non farci caso, non dire niente. Quello è un uomo pericoloso anzi pericolosissimo. E’ un delinquente che tutti conoscono e di cui tutti hanno paura. Fai finta di niente.
– Ma mamma …
– Shhh
Il bambino non disse più niente.

Cap. 2 Misteriosamente il fenomeno della gente che puzzava in maniera orrenda e molto fastidiosa, quasi fosse una malattia epidemica, si diffuse rapidamente in tutto il mondo. Prima nell’estremo oriente, poi in Europa, in fine, in tutto il mondo. Ma la strana inconsueta caratteristica era che la puzza insopportabile non si poteva eliminare in alcun modo. Sembrava appartenesse a tutta la persona quasi come una modifica cellulare alle caratteristiche genetiche. Questa puzza però non era emanata da tutti. La caratteristica curiosa era che la puzza apparteneva, ed era inestirpabile, solo alle persone, in un certo senso, cattive. Fossero uomini o donne era una peculiarità esclusiva dei disonesti, ladri, assassini, corruttori, corrotti, violentatori, bugiardi, violenti, profittatori, prevaricatori, pedofili, prosseneti e tutta la genia umana che non aveva valori né principi né dignità, né alcun rispetto per i loro simili.

Cap. 3 Il fenomeno non era stabile nel tempo. La puzza aumentava continuamente, in ragione del perdurare del loro comportamento malefico, divenendo sempre più un fetore insopportabile al punto che non ci si poteva avvicinare a queste persone. Non era come la lebbra. Il corpo rimaneva immutato, perfetto, anche bello la dove lo era, ma puzzava sempre di più né si riusciva ad evitare questo fastidio con profumi, con filtri o tappandosi il naso. Era come se la puzza entrasse dai pori della pelle. L’altro fenomeno curioso era che la puzza non la sentiva chi la emanava e non sentiva nemmeno quella che emanavano gli altri suoi simili puzzolenti. La puzza la sentivano solo le persone oneste, quelle innocenti particolarmente i bambini e quelle rette da valori morali. E più erano persone pure più sentivano la puzza.

Cap. 4 Gli scienziati avevano studiato profondamente il problema con esami chimici, analisi, esperimenti di laboratorio, tac, indagini genetiche e quanto di più sofisticato la scienza metteva a loro disposizione. Ma nessuno ne aveva capito niente. La parte peggiore dell’umanità, quella il cui fetore era insopportabile, ma che non lo percepiva, era molto preoccupata perché la parte migliore la teneva lontana, molto lontana e non potevano fare affari o sfruttarla. Come i puzzoni, così ci si era abituati a chiamarli, si avvicinavano questi si allontanavano correndo spaventati. I puzzoni avevano investito molti soldi per togliersi quell’odore immondo, anche se loro non lo sentivano, ma non avevano concluso niente. Proprio a niente. Più erano immorali e disonesti più puzzavano insopportabilmente.

Cap. 5 Dopo vari sperimenti i puzzoni avevano però riscontrato che la loro puzza dimi-nuiva se abbandonavano la via maligna intrapresa e, oltretutto, iniziavano a sentire gradualmente la puzza anche quelli di loro che si erano completamente pentiti degli errori fatti ed erano divenuti difensori della purezza e della correttezza. I puzzoni si stavano gradualmente rendendo conto che il loro spazio di manovra si stava riducendo in maniera impressionante e potevano compiere il male solo tra di loro stessi, danneggiandosi a vicenda. La situazione diveniva sempre più difficile e la puzza cresceva sempre di più, anche se loro, come al solito, non la percepivano. Gli onesti però, per strade e nelle piazze, ormai li segnavano a dito e li rifuggivano peggio che fossero appestati. Di fatto, i puzzoni, erano isolati cosicché anche quelli cattivi come loro, che però si ravvedevano, iniziavano ad abbandonarli; di conseguenza iniziarono a diminuire sempre più rapidamente.

Cap. 6 Col passare del tempo ci si era piacevolmente accorti che le persone generose, altruiste, piene di spiritualità, pure e senza pensieri cattivi iniziavano a emanare un profumo delizioso. In particolare i bambini, educati sino dall’infanzia con amore e all’amore reciproco, odoravano soavemente di fiori e di felicità. Parlare, condividere, stare insieme era un vero piacere tra quelli che profumavano, ma i puzzoni come non sentivano la loro propria puzza così non percepivano il delizioso profumo che ormai emanava la maggior parte dell’umanità. Infine si erano dovuti allontanare impossibilitati ad avere rapporti con chi profumava; si erano perciò isolati in aree esclusive e in isole lontane. Comunque a ragione delle loro caratteristiche malefiche e malvagie lentamente e inesorabilmente si auto distruggevano spietatamente.

Cap. 7 – Limpido e splendente Central Park sfavillava di foglie verdi e dei piccoli fiori colorati di una domenica mattina di primavera. I bambini giocavano allegri correndo e rincorrendosi, chiacchierando e ridendo. Uno di loro dai capelli corvini e con occhi verdissimi, improvvisamente, si staccò e corse trafelato verso una signora dall’e-spressione serena e dolce che leggeva seduta su di una panchina.
– Mamma, mamma i miei amici mi hanno detto che le persone cattive puzzano!
– Sì. Sì caro, i tuoi amici hanno ragione, le persone cattive puzzano, ma ne sono rimaste molto poche.
Tranquillizzato, il bambino, tornò a giocare felice.
Lui e la mamma profumavano meravigliosamente.

 


Bio – Mario Guadalupi:

Mi occupo dal 1985 di strategia della comunicazione e di progetti culturali come AD www.metakom.net. Percorso artistico: Poesie, racconti, lavori teatrali, tre romanzi. Opere pubblicate: CON IL CUORE E CON LE UNGHIE (poesie) 1970 – PIER (percorso esoterico dall’Uomo al Cristo, in serigrafia a simboli ed immagini) 1984. I GIARDINI FIORITI DI OL’MAR (poema epico in prosa; Crocetti editore, 2008). Il poema è stato presentato il 12 febbraio 2014 a Roma durante “Ritratti di Poesia”: osservatorio sulla poesia contemporanea. E’ stata trasmessa la recitazione di alcune parti del poema; l’estratto della diretta streaming è vedibile su youtube: mario guadalupi. Dal Poema Epico in prosa alla narrazione dei sentimenti e dell’amore di PRAGA E’ SUL MARE (MReditori) 2014. Un percorso di vita, che attraversando l’esperienza della spiritualità del libro Pier, porta a guardare il mondo circostante attraverso la lente magica e splendente della poesia. 2018 MANHA HATAH (Albeggi Edizioni) – I love new York – Il libro è un viaggio tra molte città, nel labirinto del “presente” e della disumanità nei termini di: “una strada per rifiutare ciò che accade intorno a noi”. Vi si presenta una concezione del reale intellettualmente a-dinamica, irriverente e priva di pregiudizi e preconcetti, ma soprattutto volta alla concretezza dell’arte come strumento di trasformazione, sopratutto di conservazione/distruzione. Opportuno, forse, segnalare che nel libro vi è un violento e feroce attacco a quello che chiamiamo progresso ed evoluzione umana che, in verità e purtroppo, non è passata da un’autentica e reale civilizzazione.


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Un commento

  1. carina e molto delicata, ma con un messaggio ben preciso. Bella e originale. Ma per dirla alla Lubrano: «…sorge spontanea una domanda…» Adesso come siamo messi, dobbiamo munirci tutti di una maschera antigas?

     

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