I Mostri non esistono – Francesco Gallina

Louise stava lavando i piatti in cucina quando sentì delle urla provenire dalla stanza di David al piano di sopra. Senza togliersi i guanti ricoperti dal sapone, si mise a correre cercando di non pensare al peggio. Raggiunta la stanza vi si precipitò all’interno accendendo la luce.
Suo figlio stava singhiozzando con il volto rigato dalle lacrime.
“David, cosa succede amore mio?” Disse Louise, mettendosi a sedere nel letto per stringersi contro il petto la testa di suo figlio.
“Mamma ho avuto un terribile incubo. Ti prego, dimmi che non è vero?”
“A cosa ti riferisci piccolo mio?” Chiese a sua volta la madre incuriosita e allo stesso tempo turbata.
“Voglio sapere se esistono persone che possono trasformarsi in mostri e divorare gli altri esseri umani…” Rispose David sommessamente, stringendosi sempre di più al petto di sua madre.
“Certo che no amore mio, ma come ti possono venire in mente sciocchezze del genere?”
Dopo quelle parole staccò suo figlio da sé per guardarlo bene negli occhi. In quel momento provò una tenerezza infinita nei suoi confronti, nell’ingenuità delle sue fragili emozioni che l’avevano portato a spaventarsi al cospetto di una tale fantasia.
“Facciamo così, ora spegnerò la luce e andrò giù in cucina a prepararti un po’ di latte caldo. Lascerò la porta aperta, in modo che tu possa sentirmi trafficare da quassù. Va bene?”
“Va bene mamma, ma non metterci troppo ti prego…” Disse David tirando su’ con il naso.
“No piccolo, pochi secondi e sarò subito da te.” Louise schioccò un bacio sulla fronte di David, gli rimboccò le coperte, spense la luce e come promesso lasciò aperta la porta della stanza.
Una volta tornata in cucina, si accorse di aver lasciato aperto il rubinetto del lavabo e che l’acqua ora, attraverso una lenta cascata stava allagando il pavimento. Si mise una mano tra i capelli emettendo un lungo sospiro, per tornare da David ci sarebbe voluto più tempo del previsto.
In quell’istante, dalla strada un boato fece sussultare Louise che senza pensarci due volte si precipitò alla porta d’ingresso spalancandola mettendo fuori solamente la testa. Da lontano riuscì a scorgere un vecchio signore tutto preso a spolverarsi la giacca e i pantaloni.
“Ehi laggiù va tutto bene?” Chiese Louise non troppo convinta della domanda che aveva appena fatto.
“Si signora, tutto bene stia tranquilla… buonanotte.
Louise rimase dapprima interdetta, notando che fuori regnava un’insolita oscurità, poi senza ritenere il caso di dover continuare quell’assurda conversazione decise di chiudere per bene la porta di casa e tornarsene in cucina. Nascosto tra gli alberi, il vecchio cominciò a trasformarsi in qualcosa di lurido e nero sorretto da diverse viscide zampe. Una delle due estremità del suo lungo corpo sottile terminava con una grande bocca al cui interno risiedevano centinaia di bavose zanne affilate. Attraverso una poderosa spinta delle sue zampe, il mostro entrò dentro la casa di Louise sfondandone l’intero ingresso. Si udirono le urla strazianti della donna e poi del figlio che non ebbe il tempo di chiedere aiuto a nessuno. Dopo alcuni istanti non rimase che il silenzio della morte in compagnia del buio del freddo e delle stelle.

 


Bio – Francesco Gallina:

asce a Torino nel 1971, fin da bambino dimostra una grande passione per tutto ciò che rappresenta il fantastico. Frequenta l’accademia Albertina di Belle Arti realizzando alcune mostre, ma la passione per la letteratura fantastica lo condurrà a perseguire uno dei suoi desideri più grandi: scrivere racconti, ispirandosi alle molteplici considerazioni che ha del mondo in cui vive. I suoi racconti finora sono stati inseriti nelle collane antologiche: BReVI AUTORI pubblicate da AA.VV. su BraviAutori.it


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