Lo Spartito – Marco Bonini

Villa Albertazzi, Filicaia ore 00:30 a.m.
Studio di Ottone Tamagnini.

Siamo all’interno dello studio di Ottone, il padrone di casa, compositore musicale di discreta fama, un luogo questo dove si rifugiava ogni qual volta ne sentisse la necessità, quando si accendeva qualcosa di magico dentro di sé, in quei momenti si estraniava dal mondo, abbandonava qualsiasi cosa stesse facendo in quel momento e prendeva uno spartito, componeva melodie, autentici capolavori, forse non aveva ancora ricevuto il giusto premio alla sua bravura, a volte succedeva che si alzasse in piena notte dal letto e corresse nel suo studio, tra una tazza di buon caffè e note musicali, faceva spesso l’alba.
Mirella, sua moglie era fiera di suo marito, e non era gelosa di condividerlo con la musica, era l’unico vizio che Ottone aveva, ma era un qualcosa di meraviglioso, un dono che aveva conosciuto e convissuto fin da piccolo, ma non era il suo unico vizio, se così la musica si poteva classificare, gli piaceva in maniera maniacale giocare a carte ed in particolar modo a burraco.
Questo gioco è maledetto, se ti prende, non ti molla più, puoi essere il più bravo del mondo ma se non ti passano le carte meglio lasciar perdere, e Ottone era bravo anche in quello, il suo pregio era quello di aver creato un gruppo fin da giovane, e da sempre giocava con le carte, con i soliti tre amici, Guglielmo, Silvio e Peter.
Anche quella sera, i suoi amici quasi di sorpresa si erano presentati con un bel mazzo di carte e una cassa di birra, lui non era un grande bevitore, ma non aveva mai privato i suoi amici di bere in casa sua, la moglie capì subito l’antifona e come faceva di solito all’arrivo dei suoi compagni di merende decise di ritirarsi in camera da letto, avrebbe continuato la sua serata leggendo un buon libro giallo e sorseggiato una tazza di tè verde, di lì a breve sarebbe crollata stanca tra le braccia di Morfeo.
Come spesso accadeva, Ottone si alzò dal tavolo da gioco nel bel mezzo delle prime mani per andare verso il suo studio.
“Ci risiamo!” disse quasi seccato Guglielmo.
“E’ partito per creare si fa notte…” il tono di Silvio invece era sarcastico ma al tempo stesso rasentava il realismo più concreto.
“Sapete cosa vi dico? Io vado in bagno a cambiare l’acqua al merlo, tanto c’è tempo” anche Peter la prese con filosofia.
“Io invece vado a farmi un panino con crudo e maionese e poi gli finisco anche tutta la coca cola che ha nel frigo!” Silvio ne approfittava sempre delle pause di Ottone per svuotargli il frigorifero, era una buona forchetta, e quel frigorifero lo chiamava sempre, tutte le volte che varcava la porta d’ingresso, e cosa non meno importante era sempre ben fornito.
Ognuno momentaneamente in luoghi diversi come spesso accadeva, ormai era una prassi, lo era diventato, chi invece si recava nel solito posto tutte le volte in segno di scaramanzia, Peter no lui non credeva a queste cose, a lui interessava solo bere e giocare a carte, non aveva nessuna moglie ad attenderlo a casa, la sua maison era vuota e malinconica, ma era anche libero, nessun legame e poteva fare le ore piccole senza problemi, un paio di volte era stato talmente sbronzo che si era fermato a dormire nella stanza degli ospiti.
Mirella quella sera si svegliò di soprassalto, aprì un occhio in cerca della sveglia, fai che sia sempre notte si ripeteva, infatti era sempre l’una di notte, cercò di tornare nel regno del sonno, ma dopo un paio di volte che si era rigirata nel letto decise di alzarsi, si ricompose in maniera celere, si chiuse la vestaglia, si diresse verso il bagno, e dopo due colpi di spazzola che ne valsero la pena sciogliendo due noiosissimi nodi, scese le scale lentamente, cercò di vedere dove fossero gli ospiti, se li avesse visti ancora sul tavolo da gioco, sarebbe sgattaiolata in maniera furtiva verso la cucina, di lì ad aprire il frigo e prendere il suo latte di mandorle sarebbe stato piuttosto facile.
Si rese subito conto che i giocatori si trovavano nel bel mezzo della pausa creativa, evidentemente Ottone aveva abbandonato tutto e tutti e si era recato nel suo studio, a quel punto non poteva di certo andare in cucina, era indecisa se andare da suo marito, sapeva che quando aveva l’ispirazione non voleva essere disturbato, ma quella sera aveva bisogno di vederlo, poi era anche spinta dalla curiosità di vedere che tipo di musica stava ideando, bussò alla porta dello studio, ma non ci fu risposta, la porta era socchiusa, la aprì lentamente, emise uno stridolio che quasi inorridiva da tanto il suono fosse inquietante, quello che vide la colse completamente di sorpresa, suo marito aveva gli occhi sbarrati, la sua camicia era completamente ricoperta di sangue, era proprio lui, immobile e seduto sulla sua poltrona e la sua penna a china nella mano sinistra, cacciò un urlo che fu udito da tutti in casa, accorsero davanti lo studio, Guglielmo, Silvio, Peter e Piero il maggiordomo.
Furono allertate immediatamente le forze dell’ordine, non c’era scampo, e la cosa più tetra era che uno di loro era un assassino, si iniziarono a guardare in cagnesco tutti, in lontananza si iniziò ad udire una sirena, doveva essere quella della polizia, la tensione iniziò a salire vorticosamente, si sedettero tutti sul divano di salotto ed attesero l’arrivo degli agenti.

Sant’Anna, periferia di Lucca
Ore 01:12 a.m.

Ci troviamo nella periferia della città di Lucca, in una corte ristrutturata, all’interno di una casa ristuccata a vista sasso, uno Smartphone inizia a suonare all’impazzata, la musica riprodotta è quella dell’inno di Goffredo Mameli, una mano spunta da sotto le coperte che afferra la sveglia e la getta più lontano possibile, ma la musica prosegue, all’ora l’individuo sbuffa e si alza, nonostante il suo corpo sia nella penombra al chiaro di Luna, si nota la sua mancanza di peli, è il commissario Roberto Altieri, commissario della centrale di polizia di Lucca, afferra quell’aggeggio infernale che lo ha appena strappato da un sogno esotico, recupera la sveglia per vedere l’ora, poi tira un sospiro e risponde:
“Pronto!” il tono è sempre roco e la bocca ancora impastata, si passa la lingua sulle labbra riarse, è ancora un po’ intontito.
“Buongiorno commissario Altieri, sono l’agente Padoan, mi scusi se la disturbo ma poco fa a Filicaia nel comune di Camporgiano è appena avvenuto un omicidio, io sono sul posto, e mi trovo di fronte ad un cadavere, i R.I.S. hanno già iniziato i rilievi del caso, che decide di fare, viene? Oppure capita domani mattina?”
“Il tempo di vestirmi ed arrivo, intanto segui i nostri colleghi della scientifica che non combinino casino sul luogo dell’omicidio” detto questo si stropicciò gli occhi, si passò la mano sopra la sua testa glabra, la sua mano sudaticcia sgusciò verso il basso, era stanco ma era anche il suo lavoro e decise di fare in fretta, lo aspettava una lunga notte piena di mistero e di caffeina.
Il commissario Altieri era un po’ assonnato, scese in strada e montò in macchina, le luce soffuse attorno alle mura di Lucca a quell’ora tarda, la rendevano ancora più bella e misteriosa, la bruma le avvolgeva con dolcezza, sembrava fuori uscire dal terreno, fece la circonvallazione e si immise sulla strada che lo avrebbe portato verso la Garfagnana, fiancheggiò Borgo a Mozzano, dove il ponte del “Diavolo” si mostrava fiero in mezzo al fiume Serchio, luci arancioni ed artificiali lo illuminavano in quella fredda nottata, ma questo al commissario poco importava, non andava certo a Filicaia a fare il turista, un macabro omicidio si era appena consumato e non vedeva l’ora di essere sulla scena del crimine, emise un lungo sbadiglio, si stropicciò gli occhi, il sonno lo infastidiva ancora, decise allora di calare un po’ il finestrino del lato conducente, la brezza di quella notte lo avrebbe di certo aiutato a stare sveglio, accese anche il suo stereo, la radio stava mandando in onda una vecchia canzone di successo dei Predarubia “Somewhere baby”, un po’ di rock lo avrebbe sicuramente aiutato, poi a breve passò Gallicano, ed appena vide sbucare dalla nebbia Castelnuovo di Garfagnana sorrise, era ormai quasi arrivato alla meta, attraversò la piazza principale ed i suoi sampietrini, attraversato il capoluogo Garfagnino dopo poco arrivò a destinazione.
Parcheggiò l’auto davanti la casa a bordo strada in divieto di sosta, attraversò il cortile, tra le luci soffuse che illuminavano quel luogo, notò in giardino un bersò ben curato, davanti la porta della villa c’era l’agente Padoan che lo stava aspettando, gli fece strada, c’era un gran vociare in salotto, ma il commissario Altieri non se ne curò, si fece accompagnare nello studio dove era avvenuto l’omicidio.
Il commissario Altieri entrando nello studio di Ottone dove amava comporre le sue opere, si rese subito conto in che cosa si era imbattuto, vedendo la scena del crimine si svegliò definitivamente, quel poco sonno che gli era rimasto scomparve alla vista di tutto quel sangue, si stropicciò gli occhi un ultima volta poi prese in mano la situazione:
“Forza agenti uscite immediatamente, l’unico che può rimanere qui con me è l’agente Padoan” Roberto parlò in maniera schietta e precisa, il suo ordine parve ad i suoi colleghi un po’ rude, ma conoscevano i suo modo di fare e uscirono ad uno ad uno.
Il commissario Altieri si chinò al centro dello studio, su un enorme tappeto orientale Bukara c’era un enorme macchia di sangue, vicino si notava anche un’impronta parziale della suola di una scarpa che era direzionata verso la scrivania, sulla poltrona vide il corpo di Ottone con la testa all’indietro, la bocca aperta e gli occhi spalancati, Roberto glieli chiuse delicatamente con il palmo della sua mano”
“Che cosa ne pensa commissario?” l’agente Padoan lo incalzava in maniera quasi soffocante, ciò nonostante Roberto era molto sereno, per niente intimorito da quella scena che aveva trovato, ne aveva viste tante, forse troppe alla sua età, e chissà quante altre ne avrebbe ancora dovuto vedere:
“Gran brutta storia… che cosa hanno detto i nostri colleghi della scientifica?”
“Sicuramente è stato ucciso con un arma bianca, c’è un grosso taglio all’altezza dello stomaco, presumibilmente è stato accoltellato in prossimità della macchia di sangue sul tappeto, il taglio è molto profondo, forse è stato colpito con un coltello da cucina, gli agenti della scientifica però li hanno analizzati tutti quanti senza trovare nessuna traccia di impronte, l’assassino ha avuto il tempo di ripulire l’arma accuratamente, crediamo che il corpo dopo l’accoltellamento sia stato trascinato fino sulla poltrona davanti la scrivania ed adagiato li sopra”
“Molto bene agente Padoan, grazie per la minuziosa ricostruzione però ti posso correggere?”
“Come commissario?”
“Io di scene del crimine ne ho viste molte e vorrei farti un appunto, e credo che il corpo sulla poltrona non ce l’abbia portato l’assassino!”
“Che cosa glielo fa credere?”
“Credo che chi ha accoltellato il povero Ottone, abbia lasciato il suo corpo esamine rivolto verso il tappeto nel mezzo alla pozza di sangue credendolo morto, poi Ottone, agonizzante e con tanta fatica è riuscito ad alzarsi e a raggiungere la poltrona, infatti l’impronta parziale insanguinata è girata verso quella direzione, ora resta da capire perché invece di cercare di raggiungere il salotto ha deciso di andare alla sua scrivania…”
“Forse commissario si è reso conto che non sarebbe mai arrivato in salotto, ha deciso di morire sulla poltrona che tante gioie gli aveva regalato, nel luogo dove lui creava musica e sogni”
“Può darsi…” il commissario arricciò il naso, non era un buon segno, voleva dire che non era convinto, ma non voleva tarpare le ali al suo agente preferito, decise allora di dargli un po’ di corda, Roberto fissò ancora la sagoma della vittima e scosse la testa:
“Gran brutta storia”
“Che ne dice commissario se ora incontra i sospettati?”
“Certo agente… cosa mi puoi anticipare di loro? Siamo sicuri che l’assassino sia ancora in casa?”
“Abbiamo controllato porte e finestre, non ci sono segni di effrazioni, quindi il colpevole è ancora tra di loro”
“Molto bene!” Roberto deglutì.
“Parlami di loro… chi abbiamo nella sala?”
“Dunque… di là ci sono i tre amici di una vita, che condividono la stessa passione da anni, ossia il gioco del Burraco, lei commissario sa di cosa sto parlando?”
“Si, lo conosco” tagliò corto Roberto.
“Molto bene, cominciamo con Silvio Dorati, suo vecchio compagno di classe e di banco, grande mangiatore, anche se il suo fisico smunto non lo dimostra, poi c’è Guglielmo Moriglione anche lui compagno della medesima classe ed infine abbiamo tra i suoi amici giocatori Peter, conosciuto da loro molti anni fa e aggregato al loro gruppo, un amico anche lui di vecchia data, ha dei trascorsi burrascosi, era molto dedito all’alcol da giovane, ora ha calato le sue bevute, anche se quando viene in questa casa non disdegna di bere un goccetto di più…”
“E tutte queste informazioni chi te le ha date?”
“Ovviamente Piero il maggiordomo!”
“Ovviamente… sono solo in quattro?”
“No commissario, c’è anche la moglie del defunto, lei stava dormendo in camera sua, quando è scesa e ha rinvenuto il cadavere di suo marito nello studio”
“Molto bene agente, si va in scena!”
Il commissario Altieri uscì dallo studio ed entrando nel salone principale iniziò a notare le persone che si trovavano lì ormai dalla sera prima, tutti seduti, a parte Silvio che passeggiava nervosamente avanti ed indietro davanti la finestra che dava verso il bersò e Mirella che era davanti il camino acceso, stava piangendo a dirotto e ogni tanto si puliva le lacrime con un fazzoletto di seta color marrone, Guglielmo invece roteava nervosamente i pollici delle due mani e sospirava vistosamente.
“Signora Mirella devo parlare con lei!” il commissario Altieri quasi incurante del momento che stava attraversando la moglie della vittima la chiamò a sé, i due si misero a sedere davanti un tavolo di vetro, dove al centro spiccava un enorme centrino fatto a mano con l’uncinetto, rappresentanti petali e ventaglietti, Mirella si sedette, singhiozzava ma alzò lo sguardo per sentire quello che il commissario aveva da dirgli.
“Prima di tutto le volevo fare le mie condoglianze, signora” il commissario si fermò un attimo attendendo la risposta della vedova, cosa che non avvenne, così proseguì.
“Mi hanno riferito che è stata lei a trovare il cadavere di suo marito… cosa stava facendo prima di scendere al piano di sotto?”
“Come tutte le sere quando Ottone invitava i suoi amici a giocare a Burraco, io andavo in camera nostra a leggere un buon libro, per poi addormentarmi dopo aver assaporato una camomilla calda che il buon Piero, il nostro fedele maggiordomo che ormai presta i suoi servigi già da qualche anno, mi aveva preparato con molta cura”
“Però stasera è scesa! Lo faceva di solito?”
“No! Mi sono svegliata a seguito di un brutto sogno, ed allora sono scesa, ho volutamente curiosato nello studio di mio marito, ho sentito che nella sala c’era molta calma, quindi voleva dire che mio Ottone aveva avuto un’intuizione e quando gli prendono questi colpi di genio, deve scrivere subito quello che pensa, altrimenti poi scompare”
“Scendendo dalle scale ha notato nessuno nei pressi dello studio?”
“No! Nessuno”
“Come erano i vostri rapporti?” il commissario incalzava Mirella senza tenere conto di quello che gli era appena successo.
“Che cosa vuole dire commissario? Io amavo mio marito!”
“Molto bene… può andare! Agente Padoan mi chiami pure Silvio gli dica che lo attendo qui”
Silvio si alzò di scatto appena si sentì chiamato dall’agente, arrivato davanti il commissario gli diede la mano e si mise a sedere, si mise una mano in tasca per cercare un fazzoletto di colore lilla che emanava un fastidioso odore di lavanda, Roberto quell’odore invadente dava assai noia, ma fece finta di nulla, mise sul tavolo un’agenda con la copertina in pelle e un tubetto di plastica trasparente dove al suo interno si intravedevano delle piccole pasticche di colore bianco.
“Queste sono sue?” tuono Roberto.
“Si sono le mie pasticche naturali, vengono fatte con l’arnica montana serve per alleviare il dolore, mal di testa, stomaco, etc…”
“Ah già! Mi hanno detto che lei è un omeopata, cura le persone con rimedi naturali”
“Si lo sono, ho molte persone che vengono da me per vari problemi, io evito ai miei clienti di non imbottirsi di medicinali, anche la omeopatia ha fatto passi da gigante oggi giorno” Silvio era molto contento di parlare del suo lavoro, e soprattutto di difendere la sua categoria, quella di medici che come lui utilizzavano cure omeopatiche per qualsiasi disturbo.
“Se la gente viene da lei vorrà dire che sarà contenta, ma a me questo non interessa, non sono venuti fino qui in Garfagnana per fare una discussione medica alle due di notte, mi dica che cosa ha fatto nel frangente che la partita a carte è stata sospesa”
“Quando il povero Ottone si è alzato dal tavolo per recarsi nel suo studio, ce ne siamo fatti tutti una ragioni, d’altronde i atti sono chiari, da anni veniamo a casa sua, io mi sono allontanato dal salotto per andare in bagno, ci sono andato anticipando Peter, stasera aveva bevuto più del solito e chissà quanto tempo ci sarebbe rimasto rinchiuso nell’unico bagno a piano terra, appena finito sono andato in cucina a farmi un panino, come sempre, il padrone di casa ci ha sempre detto di fare come se fossimo a casa nostra…”
“Dopo che è uscito dal bagno, visto che la cucina si trova nel vano davanti lo studio ha incontrato nessuno?”
“No! Nessuno”
“Quando è tornato nel sala eravate tutti lì?”
“No! C’era solo Guglielmo, molto probabilmente Peter era ancora in bagno, non ci abbiamo fatto caso anche perché sappiamo di lunga data che quando va in bagno lui ci sta sempre tanto, quanto Ottone a creare una sinfonia…”
“Tra i suoi amici chi viene da lei come cliente? Sì insomma, che si avvale delle sue prestazioni mediche?”
“Tutti, chi per una cosa chi per un’altra”
“Molto bene per ora può andare, mi mandi pure Guglielmo”
“Grazie commissario!”
Silvio si alzò da quel tavolo più sollevato, ora toccava ad un suo amico essere sotto stress, ma che brutta sensazione che aveva appena provato, lui un dottore rinomato si era trovato immischiato in una cosa che era più grande di lui, stava pensando anche alle ripercussioni negative che avrebbero potute imperversare sulla sua fama di dottore, alle prime luci dell’alba si sarebbe sparsa la notizia dell’omicidio a macchia d’olio e il suo nome sarebbe stato sbattuto in prima pagina, come quello di tutti gli altri, sperava che questa brutta situazione si risolvesse in quelle poche ore che mancavano all’inizio del nuovo giorno.
Guglielmo che era quello più spigliato del gruppo, uno di quei personaggi che creano allegria, arrivò con passo impacciato e titubante, anche lui si mise a sedere e salutò il commissario Altieri a testa bassa, quasi avesse paura di guardarlo negli occhi.
“Molto bene lei è Guglielmo Marigliani, le farò la solita domanda che ho fatto a tutti gli altri, che cosa ha fatto nel periodo che Ottone si è ritirato nel suo studio? Come ha impegnato quel lasso di tempo?”
“Sono rimasto in sala, ho bevuto il mio bicchiere d’acqua e mi sono messo a fare un solitario, come tutte le volte che Ottone ci abbandonava, io adoro i solitari!” ora la voce di Guglielmo era vigorosa, quasi temeraria.
“Il salone è un magnifico open space in questa villa, dalla sua posizione aveva la visuale di tutto il piano terra, ha notato qualche spostamento strano? Chi ha intravisto?”
“Guardi quando gioco a carte non mi distraggo mai, sono molto concentrato, anche se faccio un solitario, purtroppo non la posso aiutare mi dispiace”
“Che tipo di lavoro fa?”
“Sono un assicuratore”
“Ha qualcuno dei presenti tra i suoi clienti?”
“Tutti sono miei clienti!”
“C’è qualcuno di loro che non è un buon cliente, cioè paga in ritardo…non paga?”
“No! Magari fossero tutti come loro! Sempre puntuali, dei veri amici”
“Che tipo di assicurazione ha stipulato con loro?”
“Chi la macchina, chi la casa, chi come Ottone contro i furti per via delle sue opere, più una polizza vita, chi infortuni come Peter”
“Ottone aveva una polizza vita? In caso di decesso chi era la persona che riscatterebbe il premio?”
“Ovviamente sua moglie Mirella!”
“Ovviamente, questo può essere un ottimo movente per uccidere Ottone!”
“Guardi conosco molto bene Mirella da svariati anni, e le posso assicurare che per lei i soldi sono l’ultima cosa alla quale guarda, aldilà che ha sposato Ottone, ma l’ha fatto per amore non certo per i suoi soldi e vita agiata”
“Un’ultima domanda chi è stato il primo ad arrivare da lei in sala?”
“Silvio, è arrivato con la bocca impastata, si era mangiato un panino gigante con quello che era riuscito a trovare nel frigo, dopo un bel po’ è arrivato Peter, ma si sa che quando lui va in bagno ci resta per molto tempo, ha sempre detto che gli piace molto andare a fare i sui bisogni in questa villa!”
“Grazie mi chiami pure Peter”
Il commissario Altieri vide arrivare verso di sé un uomo dal capello brizzolato, con le basette ben curate, con il naso e le gote di colore rosso fuoco, “Ma guarda questo avvinazzato!” pensò, anche lui si mise a sedere, sembrava senza remore.
“Buonasera commissario” il fiato che puzzava di alcol non passò inosservato a Roberto.
“Buonasera Peter! Abbiamo fatto baldoria?” la battuta ironica del commissario Altieri non fu capita sul momento.
“Cioè?”
“Quanto ha bevuto stasera? Me lo dica lei così evito di farle un controllo con l’etilometro!”
“Ma commissario, non meno del solito, qualche bicchierotto di vino, un po’ di birra, sa quando vengo a giocare qui in casa di Ottone è come se fossi a casa mia!”
“Sì! Me lo hanno detto…”
“E cos’altro le hanno detto?”
“Che è talmente amico che a volte si ferma anche a dormire in questa casa”
“Vero! Avevo un ottimo rapporto preferenziale con Ottone rispetto al resto della compagnia, poi anche sua moglie mi ha accettato con il tempo”
“Che lavoro fa?”
“Sono un muratore, lavoro per una ditta locale, ma all’occorrenza faccio anche qualcosa in privato”
“I suoi amici hanno usufruito delle sue prestazioni private?” lo chiese senza battere ciglio, sapeva che stava parlando di lavoro a nero, e questo lo infastidiva.
“Ovviamente… tutti i presenti sono stati aiutati, sia chiaro io non ho percepito compensi, ho fatto i miei lavori in amicizia…”
“Immagino!” al commissario scappò questa parola in modo irrisorio, poi proseguì:
“Lei signor Peter è stato l’ultimo ad arrivare in sala, i dice come mai è stato così tanto dentro il bagno?”
“Guardi commissario, mi deve aver dato noia la cena o l’amaro che ho preso alla fine per digerire, quando sono arrivato qui per fortuna Ottone ha sospeso la partita, sono dovuto correre in bagno, non mi sentivo molto bene”
“Visto che il bagno è adiacente alla cucina, ha sentito per caso qualche rumore che ha distolto la sua attenzione?”
“Ora che mi ci fa pensare sì, ho sentito ad un certo punto un rumore metallico, ma pensavo che fosse caduto una posata a Silvio, mi ha detto che andava in cucina a mangiare”
“Molto bene può andare, agente Padoan mi mandi pure l’ultimo sospettato il maggiordomo!”
Piero, il maggiordomo di villa Albertazzi arrivò con la sua camminata claudicante, da anni era vittima di un problema al nervo sciatico che non lo faceva deambulare correttamente, a prima vista il commissario si accorse che il fedele servo di casa, portava un paio di occhiali che avevano uno spessore piuttosto corposo, sintomo questo di una grave miopia, Piero si mise a sedere ed attese che il commissario cominciasse a torturarlo, ma per lui non era un problema, nell’arco della sua vita aveva imparato a stare al suo posto e mantenere una calma quasi infinita.
“Salve Piero Piezza, da quanti anni lavora per la famiglia Tamagnini?”
“Buongiorno commissario, lavoro per loro da circa venti anni, era sempre vivo Amilcare Tamagnini, il padre di Ottone”
“Lei dove si trovava stanotte nel periodo della sospensione della partita?”
“MI ero ritirato nel mio rifugio, mi spiego meglio, i signori quando hanno queste serate preferiscono che io rimanga in casa, quindi hanno ricavato uno spazio nel sotto scala dove ho un letto, un tavolino e una sedia, quando la serata si prolunga e non c’è più bisogno di me mi ritiro in questa stanza, se i signori hanno bisogno di qualcosa suonano una campanella ed io accorro immediatamente, stasera stavo riposando”
“Le scale e il suo vano sono vicini allo studio, possibile che lei non abbia sentito nulla?”
“No! Mi dispiace ero caduto in un sonno profondo, le pulizie della casa mi avevano stancato molto, ormai ho una certa età”
“Cosa mi sa dire degli altri?”
“In che senso scusi…”
“Lei vive qui da molti anni, un maggiordomo c’è ma non si vede, osserva e ascolta tutto, mi dica qualcosa su ognuno di loro che magari si sono dimenticati di dirmi…”
“Quello che dico pregherei che rimanga qui!”
“Certo, ma lei mi deve dire tutto quello che sa”
“Allora Peter so che aveva ancora da riscuotere parecchi soldi da Ottone, una sera che aveva bevuto un po’ troppo aveva minacciato Ottone di fargliela pagare se non avesse saldato il conto che aveva con lui, ci vollero Silvio e Guglielmo per calmarlo, poi sapeva che Guglielmo aveva stipulato una polizza vita su Ottone?”
“Sì! Me lo ha detto lui”
“E cos’altro le ha detto?”
“Nient’altro! C’è qualcosa che devo sapere…”
“Sì! Ma di Silvio però, gli avranno detto che questo è un gruppo di amici che si conoscono da una vita?”
“Vada avanti” il commissario Altieri era curioso di quello che il maggiordomo gli stava rivelando, forse il tassello mancante.
“L’amicizia tra Ottone e Silvio iniziò fin da scuola, frequentavano ragioneria ed erano non solo compagni di classe ma anche di banco… e sa chi c’era in classe con loro?” il maggiordomo si arrestò un attimo, ma non fece attendere troppo il commissario, proseguì:
“Mirella, è lì che è iniziato l’amore tra lei e Ottone, nonostante Silvio che ne era follemente innamorato! E credo che lo sia stato fino ad oggi, non essendosi mai sposato”
“Molto bene Piero, se non ha da aggiungere altro può andare, una sola cosa…” Piero sorrise.
“Lo sapeva che i quattro amici quando giocavano a carte avevano dei soprannomi?”
“Ah! Davvero? Credo che sia una consuetudine nel gioco delle carte e tra amici darsi dei nomignoli… i loro qual erano?”
“Dunque, Guglielmo era “Peto” e non c’è bisogno di spiegarne il motivo, Silvio era “Re Soldo”, Peter era “Drink” e Ottone si faceva chiamare “Zivago””
“Grazie, ora può andare”
L’agente Padoan tornò verso il suo commissario, aveva comunque udito tutte le interrogazioni, si grattò il capo e disse:
“Cosa ne pensa commissario?”
“Penso che tutti e tre avevano un buon movente per uccidere il povero Ottone, chi per soldi e chi per passione amorosa… controlliamo nuovamente i documenti e le agende sequestrate forse c’è sfuggito qualcosa, dobbiamo cercare di capire perché Ottone è tornato alla sua scrivania invece di cercare aiuto, vieni agente torniamo nello studio!”
Nel frattempo nella sala principale la tensione stava salendo, l’attesa si era ulteriormente protratta verso l’alba, tra poco i primi raggi del sole li avrebbe sorpresi sempre lì, rinchiusi in quella casa.
Il commissorio entrò di prepotenza in quello spazio, seguito a ruota dall’agente Padoan.
“Molto bene ho ascoltato tutti, analizzato la scena del crimine e analizzato le vostre cianfrusaglie, e stranamente stavolta siamo arrivati alla conclusione del caso in maniera celere, quasi per caso…”
Calò un silenzio tombale nel salone, tutti erano con il fiato sospeso, Altieri riprese a parlare:
“Caro Peter sappiamo delle sue minacce di morte di una sera…”
“Commissario, non crederà che sia stato io! Quella sera di cui sta parlando avevo bevuto troppo, mi sono poi scusato più di una volta con Ottone, lo chieda a Mirella!” Peter aveva gli occhi pieni di stupore sentendosi sotto accusa, aveva iniziato ad agitarsi.
“Tranquillo Peter, lei è innocente è solo uno che le piace bere, ma alle volte esagera un po’ troppo, le consiglio di calare con le sue performance altrimenti farà una brutta fine”
“Grazie commissario” ora il tono della voce di Peter era nuovamente sceso di tono sentendosi scagionato.
“E lei Guglielmo che ha stipulato quella polizza come si sente?”
“Ma io commissario cosa centro? Mica ci ricavavo nulla dalla morte di Ottone, caso mai era Mirella a giovarne di questo”
“Lo so infatti lei è innocente”
“E lei Silvio ha niente da dirmi?”
“In che senso?”
“Nel senso che analizzando la sua agenda di lavoro, abbiamo notato che Mirella veniva da lei tre volte a settimana, da quello che ho sentito anche di nascosto da suo marito, ho notato che i suoi clienti venivano da lei una volta sola al mese…”
“Che cosa sta insinuando? Che io e Mirella avevamo una storia?”
“Lei è sempre stato innamorato di Mirella, che ad un certo punto della sua vita, non sappiamo quando ha ceduto alla sua corte ed ha iniziato una relazione clandestina con lei, ma il vostro amore segreto non aveva sbocchi per colpa di Ottone, quindi avete escogitato il piano.
Mi sono sempre chiesto come mai Ottone invece di chiedere aiuto è tornato verso la scrivania, poi ho capito, questo è lo spartito dove Ottone creava amorevolmente le sue opere armoniose, prima di esalare l’ultimo respiro ha segnato tre note sul pentagramma, il nome del suo aguzzino RE-SOL-DO, “Re soldo” non è il suo soprannome nel gioco del burraco caro Silvio? Sa come credo che sia andata? Lei è andato in cucina, sapeva che Peter sarebbe stato in bagno più del dovuto, che Guglielmo faceva i suoi solitari e si assentava dal mondo circostante e che il maggiordomo a quell’ora dormiva, almeno che qualcuno non lo avesse chiamato.
Lei è andato in studio da Ottone e con il coltello da cucina l’ha colpito a morte, ha commesso l’errore di non appurarsi della sua morte, mentre lei è tornato in cucina a cancellare le tracce sul coltello, Ottone con immane sacrificio e sforzo si è alzato ed è andato verso la sua scrivania a scrivere sul pentagramma.
Poi la sua complice Mirella, è scesa nel momento in cui ha visto Silvio uscire dallo studio, doveva essere lei come da voi calcolato che avrebbe dovuto trovare il corpo e recitare la parte della moglie addolorata, una moglie che grazie alla morte di Ottone sarebbe diventata milionaria, grazie alla polizza che il suo povero marito aveva stipulato.
L’agente Padoan ha appena scoperto una prenotazione per un volo aereo per voi due tra una settimana per le isole Cayman, una casa già acquistata a nome di Mirella Tamagnini…”
“Lei non capisce…” intervenne Mirella.
“L’amore tra me ed Ottone era finito da tempo, glielo avevo detto, ma non voleva lasciarmi, l’ho supplicato di lasciarmi vivere la mia vita, ma non ha voluto sentire ragioni, ne ho parlato con Silvio ed abbiamo escogitato questo piano quasi perfetto, nessuno dei due si sarebbe immaginato che Ottone sarebbe riuscito a lasciare un segno su chi l’avesse ammazzato” Mirella si mise a piangere, ma le sue lacrime non sembravano di dolore per la morte del marito, ma per suo sogno d’amore infranto, del resto Silvio si era messo a sedere sul divano con le mani sul volto, la sua carriera era distrutta definitivamente.
I due furono presi in consegna dall’agente Padoan che li accompagnò fino ad un’autovettura che li stava attendendo sulla strada, il caso di villa Albertazzi era risolto, fu una lunghissima nottata che aveva provato tutti, il commissario forse dipiù, anche perché ora doveva fare il viaggio di ritorno verso Lucca.
“Grazie Piero, è grazie alle sue informazioni che il caso si è sbloccato, se non mi avesse detto i loro soprannomi che si erano dati nel gioco delle carte il caso si sarebbe allungato, ora cosa farà, senza lavoro?”
“Non si preoccupi commissario con le referenze che ho, credo che non avrò problemi a trovare un altro posto di lavoro”
“Di questo ne sono sollevato, arrivederci!”
“Arrivederci commissario”.

Il commissario Altieri uscì da quella villa tetra di Filicaia, con la fervida speranza che a breve avrebbe riabbracciato finalmente la sua casa, e soprattutto il suo amato letto, guardò un ultima volta il bersò situato nel giardino adiacente alla casa, l’agente Padoan lo accompagnò fino alla sua macchina.
“Buon viaggio commissario” furono le uniche parole che uscirono dalla bocca dell’agente, gli chiuse amorevolmente anche lo sportello.
Il commissario Altieri partì a tutta velocità, era molto stanco ma ora il suo viaggio di ritorno aveva un altro sapore, attraversò la piazza di Castelnuovo di Garfagnana dove un’imperiosa rocca Ariostesca ne dominava la situazione, e giù per la fondovalle, arrivato a costeggiare il ponte del Diavolo a borgo a Mozzano, iniziarono a spuntare le prime luci dell’alba, il ponte era a cavallo del fiume Serchio, sembrava cavalcarlo, le onde impetuose del corso del fiume, sbattevano vigorose contro di lui, ma sembrava fargli solamente solletico, arrivato a Lucca era ormai l’alba, parcheggiò l’auto, si fermò in un’edicola di viale Cadorna per comprare la Nazione, dove in prima pagina c’era un titolo in caratteri cubitali “Omicidio in Garfagnana”, lesse l’articolo velocemente e notò nessun cenno su chi avesse risolto quell’angusto omicidio, ci rise sopra, in fondo era meglio così, finalmente arrivò a casa e si buttò sul letto senza spogliarsi, si addormentò con il sorriso sulle labbra ripensando che anche quella notte aveva regalato alle carceri di Lucca l’ennesimo assassino.

 


Bio – Marco Bonini:

Nato il 12 luglio del 1971 a Castelnuovo di Garfagnana, si è diplomato all’istituto tecnico di Castelnuovo di Garfagnana come tecnico delle industrie elettriche ed elettroniche, risiede in Piandicerreto nel comune di Castiglione di Garfagnana ed è sposato con Arianna, da sempre si diletta nel suo tempo libero a scrivere brevi storie di fantascienza e romanzi gialli, debutta con la sua prima opera edita nel 2011 con ” 3s4y, omicidi dal futuro ” stampata dalla casa editrice Albatros di Roma.
A Gennaio del 2012 partecipa a due trasmissioni su canali Sky ” Dieci libri ” e ” Se scrivendo ” condotta da Christian Floris.
A Ottobre durante la sua partecipazione su Rai 1 come concorrente al famoso gioco a premi ” Eredità ” ha l’onore di consegnare la sua opera a Carlo Conti, durante l’anno fa un giro di presentazioni in vari comuni di Garfagnana e media valle
Da Castiglione di Garfagnana a Camporgiano a Castelnuovo di Garfagnana sempre riempiendo i vari locali comunali o pro loco, non disdegna le uscite in varie serate gastro- culturali.
Sempre nel 2012 partecipa con un breve racconto a una ” Potter fan Club ” scrivendo un’avventura dedicata al mago più’ famoso tra gli adolescenti, riscontrando un discreto successo con encomio dall’organizzazione per l’ambientazione noir.
Il 20 febbraio del 2013 esce il suo secondo libro giallo intitolato “Assassinio a Oblinder city ” auto prodotto e in vendita sul sito della Feltrinelli.
Nel mese di aprile appare sul canale digitale terrestre Verdeazzurro tv intervistato dal giornalista Bini Giuseppe e ripreso da Abramo Rossi.
Il 22 agosto viene invitato alla manifestazione “Omaggio a Divizia” a Bagni di Lucca in piazza Jean Varraude, dove racconta del suo libro.
Il 13 luglio del 2014 riceve un attestato di merito al 23° edizione del concorso letterario internazionale “Sirio Guerini – Golfo dei poeti “a Portovenere per il suo racconto “L’ultimo goal “, che tratta il tema della disabilità.
Il 15 novembre si qualifica quarto alla 4° edizione del concorso di letteratura nazionale streghe vampiri e co. A Viareggio, premio questo con il patrocinio della provincia di Lucca, con il racconto “Anno zero, l’estinzione dei vampiri “, dove la sua opera è pubblicata nell’antologia che racchiude tutti i racconti finalisti, intitolata “Storie di ordinaria realtà “, pubblicato dalla casa editrice Giovane Holden.
Il 27 Febbraio del 2015 è stato ospite nella libreria Ubik di Lucca come relatore, sarà un giorno dedicato al lancio del concorso “Garfagnana in giallo 2015” organizzato dalla casa editrice “Tra le righe “.
Il 21 marzo è stato presente alla biblioteca di Barga, presso villa Gherardi, invitato come relatore alla manifestazione “Tra le righe, winter festival” in una giornata dedicata ai libri gialli.
Il 28 giugno è finalista a Cologonola di Pescaglia al concorso “il vernacolo e la castagna”

il 2 agosto viene premiato con il “Cittadella 2015” a Sarzana alla III edizione Premio Letterario Internazionale Di Poesia e Narrativa “Città di Sarzana” Susannasposaday8poetisolopoeti.
il 15 Settembre riceve a Massa, a palazzo ducale una segnalazione d’onore alla XXXIII edizione del premio letterario internazionale “Alpi apuane” con il racconto “L’usignolo Afono”
il 26 Settembre riceve a Massa, a teatro Guglielmi una medaglia d’oro e pergamena alla IX edizione del premio internazionale del concorso “Massa città fiabesca di mare e di marmo” per il suo racconto breve “Vorrei”.
Il 28 novembre è finalista all’ambito premio “La Garfagnana in giallo” con il racconto “Omicidio alle terme”.
Il 23 Dicembre vince il concorso” Scrivi una lettera di Natale a chi vuoi tu” presso la scuola primaria di Valdottavo con il racconto “Lettera di Natale a mia figlia”.
Il 10 Gennaio 2016 è a Novoli (Lecce) in quanto vincitore del premio Nabokov 2015 nella sezione romanzi inediti con il suo nuovo libro “Il ritorno del purificatore”.
Il 13 Gennaio riceve la menzione d’onore nel concorso A.L.I. penna d’autore “Scrittori uniti in beneficienza”
Il 5 Giugno si classifica 6° all XI° edizione del premio AVIS a Capannoli.
Il 12 Giugno riceve una menzione d’onore al concorso organizzato da A.L.I. con la poesia “Amore spezzato”
Il 24 Giugno si classifica 4° a Viareggio al concorso dedicato a Charles Bukowsky con la poesia “Sant’Antonio”.
IL 10 Luglio riceve il “Santa Caterina” a Sarzana alla 4° edizione del concorso letterario “Città di Sarzana “
Il 6 Agosto è finalista al concorso “Il treno” e arriva secondo nella categoria “noir” a Benabbio.
Il 1 Ottobre riceve un riconoscimento al concorso di poesia dedicato alla V.A.M.
Il 15 Ottobre 2016 ha ricevuto a Roma palazzo Valentini una segnalazione d’onore al concorso “Delitti d’autore” per il suo racconto giallo “Assassinio al pontile”.
Il 13 di Novembre è ospite al Pisa book festival, in quanto finalista del concorso “Racconti toscani” con il racconto inedito “Maledette Malelingue”.
Il 26 Novembre è finalista al concorso “Garfagnana in giallo” che si svolge a Castelnuovo di Garfagnana con il racconto inedito “Viaggio di sola andata”
Il 23 Dicembre vince il primo premo al concorso della scuola primaria di Valdottavo con la fiaba” Vigilia di Natale a Fiabalandia”
A Dicembre una sua favola viene inserita nell’antologia “l’aviatore delle favole” della casa editrice Montegrappa edizioni, in quanto opera finalista del concorso omonimo.
Il 24 Giugno 2017 si classifica 4°con il componimento “Il coraggio” a Viareggio nella sezione poesia al concorso nazionale Charles Bukowsky
Il 16 Luglio si classifica 2° nella sezione libri editi brivido giallo a Sarzana al concorso internazionale città di Sarzana.
Il 14 Settembre 2017 presso la biblioteca comunale villa “Fabbricotti” a Livorno conquista il secondo posto con il suo racconto inedito “Piccole maschere” al concorso A.L.A.
A novembre è finalista alla Garfagnana in giallo.
Il 23 Aprile 2018 la sua poesia “La guerra, la patria la mia vita” è finalista al festival delle resistenza a Grosseto
A maggio 2018 riceve una menzione di merito al concorso “San Benedetto del Tronto nel cuore” con una poesia intitolata “Un giorno migliore”
Il 19 Maggio 2018 riceve una menzione di merito al concorso Novella Torregiani a Porto Recanati (MC) con un racconto inedito.
A Maggio entra nell’antologia “100 parole per raccontare” realizzato dall’associazione culturale carta e penna di Torino.
A Maggio è semifinalista al concorso letterario poeti uniti in beneficienza di Torino realizzato da A.L.I. con la poesia “Immenso amore”.
Il 15 luglio al premio internazionale città di Sarzana vince il riconoscimento “Cortometraggio” con il suo racconto giallo “Il volo degli angeli”, con la notizia che a breve verrà girato un cortometraggio con questa storia.
Il 15 Settembre a Livorno risulta finalista al concorso organizzati dall’associazione A.L.A.
Il 7 di ottobre riceve una menzione d’onore per un racconto breve “Gocce di memoria” al IV edizione del premio nazionale ponte vecchio a Firenze.
Il 14 Ottobre è finalista al concorso “Essere donna” a Gallicano
Ha appena finito di scrivere il suo 4° romanzo giallo ambientato in Garfagnana intitolato “Omicidi sulla via del volto santo” che uscirà il 28 Ottobre
Il 10 novembre è finalista nella sezione poesia al concorso Lagip a San Benedetto del Tronto.
Il 23 di Novembre è stato finalista a Viareggio al concorso “Streghe e vampiri e co” il racconto il “Declino degli dei”
Il 29 è stato finalista alla X edizione della Garfagnana in giallo con il racconto” Lo spartito”
A Dicembre una sua favola entra a far parte dell’antologia pubblicata dalla casa editrice Apollo(MO)

 


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