Il volo degli angeli – Marco Bonini

“Vi è mai capitato di trovarvi su di un cornicione o sulla cima di una montagna, ed all’improvviso cadete nel vuoto? Vi svegliate di soprassalto e siete completamente ricoperti da un velo di sudore sulla vostra fronte, il cuore vi batte a mille a l’ora, tirate un sospiro di sollievo e vi rimettete a dormire, è stato solamente un brutto incubo, ma purtroppo questo sogno che almeno una volta nella vita abbiamo fatto, questa sensazione di cadere nel vuoto, il vostro incubo peggiore sta arrivando…”

Torre Guinigi, via Sant’Andrea Lucca.
10 Ottobre 2026.

Una avvenente guida turistica proveniente da via delle chiavi d’oro, sta agitando vorticosamente un piccolo ombrello viola verso l’alto, è il suo modo per farsi seguire da un minuto gruppo di turisti, a prima vista potrebbero sembrare o tedeschi o forse olandesi, ad un certo punto la guida si ferma all’intersezione con via Sant’Andrea e inizia a parlare proprio sotto la torre Guinigi.
La sua lingua è decisamente un tedesco scolastico, ma poco importa per quel piccolo gruppo di tedeschi, loro sono contenti di capire tutto quello che gli viene raccontato, l’inverno stava arrivando, era ormai alle porte e Lucca aveva avuto un leggero calo di visitatori, e si stava preparando ad accogliere questa funesta stagione, anche se sinceramente in questa graziosa cittadina inverni rigidi se ne sono visti pochi.
Un tedesco dai capelli lunghi e di colore biondo, in evidente sovrappeso alzò il suo obbiettivo per fotografare in tutta la sua maestosità la torre Guinigi, quando ad un certo punto quella bella giornata prese un’altra piega, il turista iniziò ad urlare all’impazzata:
“Aufmerksamkeit! etwas fällt vom Turm!”.
Dopo pochi istanti tutto il gruppo e alcuni passanti che si trovavano nei pressi, udirono un rumore tozzo, come un sacco di sudicio quando viene lanciato per strada fuori da una finestra, un rumore strozzato e molto strano, quello che i presenti videro avrebbe segnato per sempre la loro esistenza.
A pochi metri c’era un corpo con il volto rivolto verso il suolo che stava perdendo copiosamente molto sangue, sul momento chi era nei paraggi non capì che cosa era realmente successo, o forse qualcuno lo aveva capito, ma essendo in stato di shock non riusciva ancora a rendersene conto.
“Vom turm, fiel er aus dem turm!”
Il fotografo occasionale aveva visto piombare giù quell’esile corpo dalla torre Guinigi, era visibilmente scosso, forse più di tutti, anche perché si era reso subito conto dell’accaduto, il corpo anche se era rivolto verso il manto stradale, s’intravedeva la sua giovane età, nel frattempo nonostante tutto il via vai che si era creato, la guida turistica era riuscita a mantenere il sangue freddo e con il suo telefono cellulare, chiamò la polizia.
Una volante della polizia in maniera celere si stava avvicinando in quelle angustie vie del centro di Lucca a grande velocità, si udivano le sirene sempre più vicine, questo grazie al famoso effetto Doppler che spalmava nell’aria il suono emanato dalla volante, il militare alla guida è vero che doveva correre con il mezzo velocemente, ma essendo in pieno centro storico doveva destreggiarsi anche tra i turisti e i residenti che si trovavano all’interno delle mura quella fredda mattina di Ottobre.
La vettura si fermò vicino a via Fillungo, ne uscirono due militari in divisa, dal fisico asciutto, avanzarono con un passo impacciato, sembravano un po’ timorosi, pensavano al peggio dopo la chiamata, ma quando videro il cadavere si resero conto che era una situazione maledettamente complicata, non si sarebbero mai immaginati una scena del genere.
Erano passati circa una ventina di minuti dal momento in cui era arrivata la prima volante, quando ne arrivò un’altra, stavolta a scendere dal mezzo fu una persona sulla cinquantina, il suo volto era completamente glabro, ciò nonostante non portava alcun tipo di cappello per nascondere quel difetto, bensì portava uno spolverino di color amaranto aperto, che lasciava intravedere sotto un maglione di alpaca di colore turchese, dimostrando di non avere poi tanto gusto nel vestirsi, era il commissario della stazione di polizia di Lucca, Roberto Altieri.
Con passo celere arrivò sul luogo del fattaccio.
“Buongiorno agente scelto Martinelli, cosa abbiamo qua?” il commissario Altieri oltre a incutere terrore per il suo aspetto liscio e inquietante, aveva anche una voce tetra.
“Buongiorno commissario, abbiamo una persona molto giovane che è morta gettandosi giù dalla torre Guinigi”
“Quindi lei agente sa già che si tratta di suicidio, cosa mi avete chiamato a fare?” la voce del commissario non solo aveva interrotto maleducatamente il suo sottoposto ma si notava nel suo tono un certo risentimento.
“No commissario non mi permetterei mai di dare un giudizio affrettato… poi è lei a capo delle indagini quindi…” l’agente si rese conto della gaffe ed era a conoscenza della permalosità del suo capo.
“Appunto… proceda”
“I R.I.S. che sono arrivati immediatamente qui sul luogo hanno già effettuato tutti i rilevamenti del caso, hanno anche spostato il cadavere e caricato in un sacco nero pronto per essere portato all’obitorio”
Il commissario Altieri guardò verso il punto dell’impatto, sull’asfalto nel punto esatto della caduta era stata disegnata una sagoma di gesso raffigurante una persona a braccia e gambe aperte, dove al suo interno si notava ancora del sangue fresco che si accentuava con la luce del flebile sole di quel giorno.
Altieri si chinò verso il sacco nero, aprì delicatamente una lunga cerniera argentata, arrivando a scoprirne solamente il volto, non riuscì ad andare oltre il collo, si rese conto come il suo viso fosse completamente tumefatto, lo scontro con il suolo lo aveva irrimediabilmente rovinato.
“Gran brutta storia!” furono le uniche parole di sconforto che uscirono dalle labbra di Altieri, poi proseguì:
“Sappiamo la sua identità?”
“Sì! Aveva i documenti in una tasca dei pantaloni, si chiamava Danila Bertelli aveva appena compiuto diciotto anni la scorsa settimana”
“Gran brutta storia…” il commissario Altieri sembrava un disco rotto, non riusciva a dire altro, eppure nell’arco della sua lungimirante carriera ne aveva visti di cadaveri, anche nel caso del Purificatore, dove aveva lasciato una lunga scia di sangue, le sue vittime erano orribilmente mutilate, eppure forse il fatto della giovane età della vittima, aveva fatto scattare qualcosa all’interno della sua psiche.
“Cosa facciamo commissario, saliamo fino in cima alla torre Guinigi?”
“Ottimo agente! Andiamo a vedere sul luogo da dove è iniziata la caduta, se riusciamo a carpire qualcosa! Nel frattempo fate allontanare quei bambini che sono là in prima fila, non è uno spettacolo per loro questo, ma Cristo dove sono i loro genitori?”
Gli altri agenti che erano sul posto eseguirono le direttive del loro capo, il commissario Altieri e l’agente speciale Martinelli salirono tutti e 230 scalini, la torre alta circa 44 metri sembrava interminabile, mentre salivano non potevano non notare la varietà di quadri medievali che erano attaccati alle pareti, arrivati finalmente a destinazione videro il giardino pensile che si mostrava maestoso, era composto da sette lecci, guardarono verso il centro storico e di lì erano talmente in alto che riuscivano a vedere piazza Anfiteatro, e non solo, era come se fossero in linea con le Alpi Apuane, gli Appennini e il monte Pisano.
Altieri si diresse sul lato dove la ragazza doveva essere caduta, si sporse di poco ma si ritrasse quasi immediatamente, fu preso da un leggero stato di vertigini, l’agente scelto Martinelli lo prese per il braccio, rendendosi conto che il suo capo non si trovava proprio a suo agio in quella situazione.
“Grazie agente… il mancamento è già passato” si fermò un attimo per rifiatare e poi aggiunse:
“Ci vuole un grande fegato per lanciarsi giù da quassù, siamo sicuri che sia stato un suicidio?”
“Che cosa ha visto commissario?”
“L’unica cosa che ho potuto vedere in quel breve attimo, erano le persone giù in strada, erano talmente piccole che sembrano formiche impazzite in cerca di briciole di pane!”
“Dunque non crede nel suicidio?”
“Non lo posso dire ma visto la giovane età non credo che possa aver compiuto questo gesto inconsulto”
“Che cosa facciamo ora commissario?”
“In attesa dei risultati dei rilevamento dei R.I.S. sul corpo della vittima, chiama alla centrale il nostro collega Tiberio Cucchi il nostro esperto informatico, digli di forzare le password dei profili Facebook, Twitter e Istogram della vittima e vediamo se salta fuori qualcosa, se magari aveva un amante nascosto…”
“Comandi, chiamo subito in centrale”
“Ah! Vedi se riesci a farti dare le riprese delle telecamere, da stamani mattina appena è stato aperto il passaggio al pubblico, e che vengono mandate in centrale sempre a Tiberio”
“Molto bene commissario” l’agente scelto stava ascoltando il suo superiore, pendeva dalle sue labbra, ascoltava molto attentamente le direttive del suo commissario, cercava di carpirne ogni piccolo segreto, d’altronde lui aspirava a fare carriera all’interno del corpo di polizia e chi se non il commissario Altieri poteva essere la sua fonte d’ispirazione?
“Ora dobbiamo andare dai genitori della vittima, vediamo che cosa ci possono dire”, il commissario si fermò un attimo per poi riprendere:
“Gran brutta storia”
I due poliziotti passarono la porta che li avrebbe introdotti nuovamente nella tromba delle scale, e di lì dopo una lunga scalinata nuovamente in strada, arrivati in fondo, il commissario Altieri tirò un sospiro di sollievo, non si sentiva a suo agio in cima a quel monumento storico.
Altieri montò sulla vettura che lo stava aspettando a due passi dalla torre, il mezzo partì, stavolta lentamente curandosi di non investire qualche passante o qualche curioso, ormai la notizia si era diffusa in tutta la città e orde di curiosi si stavano accalcando in quella zona, ma ormai il cadavere era già stato caricato su di un mezzo militare per essere condotto all’obitorio, dove sarebbe stato nuovamente sottoposto alle cure degli esperti della polizia scientifica.

Palazzo Pfanner, Lucca

“Il cortile del palazzo Pfanner pare costruito per ospitare spettacoli, con la sua scalinata da teatro e l’atrio dal soffitto a volta che sfuma in lontananza nella piacevole vista di un fresco giardino verdeggiante “(Andrè Suares)

Il commissario stava passeggiando nervosamente nell’umido e semi buio corridoio posto al primo piano di palazzo Pfanner a Lucca. Dopo aver attraversato l’immenso cortile ricco di statue e rigoglioso di piante e fiori dai colori più disparati, aveva asceso una scalinata e oltrepassato una serie di volte e si era ritrovato in quell’ala del palazzo signorile, davanti ad una porta di color amaranto. Sembrava un comune accesso come tanti altri ma, ciò che lo differenziava, era quello che c’era oltre quella soglia, due genitori, anche se benestanti non potevano riavere la propria figlia.
Davanti la porta c’era un uomo che portava in viso un pizzo ben curato di colore grigio, aveva le braccia incrociate, appena vide arrivare il commissario gli andò subito incontro, allungò la mano dicendo:
“Piacere Orazio, sono lo zio della ragazza assassinata”
“Commissario Altieri, sento che lei è convinto veramente che non sia un suicidio?”
“Conoscevo mia nipote, era una ragazza piena di vita, non si sarebbe mai uccisa”
“Eccomi commissario!” la conversazione fra i due fu interrotta dall’agente speciale Martinelli, che era appena arrivato, si era attardato perché aveva parcheggiato l’auto in una via adiacente al palazzo.
“Era ora… andiamo!”
Orazio aprì la porta e fece cenno di essere seguito, oltrepassarono l’ennesimo corridoio, finalmente entrarono in un enorme vano, dove al centro erano seduti su di un divano i genitori di Danila, il padre un ereditiere di una famosa famiglia nobile di nome Alberto, aveva un’espressione molto cupa, era albino e canuto, e indossava una camicia di colore bianco, la madre invece una donna dal fisico curato, in lacrime come giusto che fosse in quel frangente, l’unica pecca se proprio si voleva trovare, aveva un enorme naso che gli occultava un terzo del suo viso, e il suo nome Dorotilla che sembrava preso dal mondo delle favole.
“Sono il commissario Altieri” Roberto si presentò, anche se sapeva di essere molto conosciuto in quella piccola città.
“Commissario cosa è successo alla nostra Danila?” dicendo questo il padre singhiozzava, aveva gli occhi rossi, molto probabilmente dovuti alle lacrime che erano uscite di continuo dai suoi bulbi, non appena saputo la tremenda notizia.
“Ancora non lo sappiamo cerchiamo di capire se si tratta di suicidio… avevate notato qualcosa di strano di recente in vostra figlia”
“Assolutamente no! Anche ieri sera era rimasta con noi ad ascoltare musica da camera nella nostra dependance… era felice, ma anche nei giorni precedenti non aveva manifestato alcun cambiamento, è stato un duro colpo la notizia di stamani” dicendo questo si soffiò il naso e deglutì, era una situazione comunque molto dura da mandare giù.
“Capisco e… aveva qualche moscone attorno che lei sappia?”
I due genitori guardarono con occhi sbarrati il commissario, forse sul momento non capirono veramente che cosa intendesse dire:
“Intendevo se vostra figlia frequentava qualcuno…”
“Che io sappia no! Tu cara sapevi niente?” la moglie di Alberto scosse la testa, poi aggiunse:
“La nostra bambina era molto impegnata, tra scuola e equitazione per trovare anche il tempo per un amore, quello sarebbe dovuto venire dopo…” scoppiò nuovamente in lacrime, l’agente speciale Martinelli aveva gli occhi lucidi, era come se fosse un empatico e percepisse quel dolore che stavano provando entrambi i genitori.
“Possiamo vedere la stanza di vostra figlia?”
I due genitori acconsentirono e chiesero se cortesemente ad accompagnarli fosse lo zio, iniziarono a salire una scalinata in marmo bianco di Carrara, dove ai lati ogni circa cinquanta centimetri c’erano delle statue anch’esse di marmo rappresentanti delle divinità Greche, aprirono una porta di colore bianco, la stanza sembrava quella di una ragazzina tutta nella norma, ben ordinata con qualche poster attaccato alla parete, al commissario cascò su uno in particolare che raffigurava i Kiss, non certo un complesso di quegli anni, e chissà che cosa pensavano i genitori di quella raffigurazione appesa nella stanza dove Gene Simmons tirava fuori la sua lingua bianca!
“Avete bisogno del portatile di mia nipote?” Orazio cercava di rendersi utile.
“Sì! Anche se un nostro collega dovrebbe già aver forzato le password ed entrato nei profili social di Danila”
“A proposito commissario chiamiamo in centrale l’agente Cucchi per sentire se ha scoperto qualcosa?
“Aspettiamo ancora qualche minuto, poi sentiamo… ma sua nipote era appassionata del regno ittico?”
“Lo zio rimase leggermente sorpreso di domanda a brucia pelo, chissà dove il commissario voleva arrivare”
“Non saprei, perché mi chiede questa cosa?”
Perché vedo che tra i tanti poster c’è una foto di una bellissima balena azzurra, aprendo il suo diario che era sulla sua scrivania al giorno 4 Settembre ha fatto il disegno di una balena, sotto c’è un appunto con scritto < inviare >”
“Non ne ho idea… posso sentire i suoi gen…”
“Lasci perdere!” lo interruppe bruscamente il commissario, il suo cellulare stava vibrando all’impazzata, lo prese dalla sua tasca destra, guardo la schermata e vide che era l’agente Cucchi, ,era ora, pensò, non lo dava a vedere ma era molto ansioso, non vedeva l’ora di chiudere quel caso, avrebbe messo un bel timbro sul suo ennesimo rapporto con su scritto suicidio, ma il destino si era preso gioco nuovamente di lui, come era già successo in passato, quello che sembrava un caso da chiudere in maniera celere, di lì a breve avrebbe avuto un imprevisto finale.
“Salve agente Cucchi dimmi tutto”
“Le telecamere che si trovavano sulla torre Guinigi non hanno ripreso niente perché la ragazza si è buttata da un punto dove le telecamere non riprendono, è stata brava ad andare nell’unico punto cieco che c’era”
“Ma… perché c’è sempre un ma, non è vero?”
“Ma, sul suo profilo facebook non meno di venti minuti fa è stato postato un video, che ti ho appena inviato tramite whatupp commissario”
“Di cosa si tratta?”
“E’ meglio se lo guarda da sè sul suo tablet… gli ho appena inviato il filmato sul suo indirizzo e-mail, per chiarimenti sono sempre in centrale” la voce soffusa di Cucchi celava forse una scomoda verità?”
Il commissario Altieri struggeva dalla curiosità, tirò fuori il suo tablet che portava sotto il suo spolverino, lo accese e scaricò il video che il suo collega gli aveva appena mandato, quello che vide fu davvero allucinante.
Le riprese erano fatte sicuramente da un telefonino, difatti le immagini avevano una scarsa qualità, però si riusciva a vedere la zona dove le telecamere non potevano arrivare, il famoso cono d’ombra che interessava al commissario Altieri, vide una ragazza sul bordo del cornicione, riconobbe subito in quell’adolescente l’identità, era Danila, fra lo stupore del commissario e dell’agente scelto si accorsero che non era sola, non lontano da lei c’erano altre due ragazze, forse coetanee, in più ci doveva essere una terza persona, colui o colei che stava filmando.
Danila sembrava tranquilla stava parlando con le sue amiche, ad un certo punto si voltò verso di loro, aveva il sorriso sulle labbra, poi come se niente fosse si buttò giù dalla torre, le sue amiche sembravano felici, ma che rito macabro poteva essere, comunque quel video aveva sciolto ogni dubbio, non si trattava di omicidio, il caso era già chiuso?
Il commissario Altieri non era contento però voleva sapere chi aveva girato quel video e come mai le sue amiche non aveva speso una sola parola per cercare di fare cambiare idea a Danila, era come se invece la sollecitassero a buttarsi giù, così chiamò nuovamente il suo collega in centrale, stavolta era più rilassato:
“Agente Cucchi sono ancora il commissario Altieri, ho appena visto il video, volevo sapere se eri riuscito ad arrivare alla sorgente, chi ha postato il video, che suppongo sia lo stesso che ha filmato la scena madre”
“Commissario avevo scritto il nome della persona incriminata nella didascalia del messaggio, sono risalito alla sua connessione, sono certo al cento per cento, che chi ha immesso il video sul profilo di Danila è Elia Bertei, un diciassettenne compagno di scuola della vittima”
“Hai ragione me l’avevi scritto, compreso il suo indirizzo, grazie del tuo splendido lavoro, quello che fai in centrale a livello informatico è molto importante per tutti noi!”
“Grazie commissario”

Piazza Luigi Varanini

L’agente scelto Martinelli aveva condotto guidando l’auto d’ordinanza il commissario nel punto in cui gli era stato ordinato, scesero con molta calma, ormai il tempo non era tiranno come in altri casi, non si doveva salvare nessuno, così Altieri non aveva furia di irrompere nell’abitazione e soprattutto nella vita di quelle persone.
Suonarono il campanello all’ingresso, un vecchio cancello arrugginito si aprì automaticamente, intrapresero un sentiero di ghiaia bianca, attraversarono un piccolo giardino, ma ben curato; ad attenderli c’era un uomo sulla cinquantina con i capelli di colore nero corvino, una donna che a prima vista doveva essere assai più giovane di lui, era bionda e aveva un corpo da modella, e un ragazzo molto giovane anch’esso dai capelli biondi, il commissario Altieri lo riconobbe subito, era uno dei ragazzini che poco prima in mattinata erano sul luogo dell’impatto, lui stesso aveva dato disposizione agli agenti di fare allontanare quel minuto gruppo di adolescenti da quel luogo, non era certo uno spettacolo adatto a loro, ma ora cambiava tutto, che cosa ci faceva lì? Era un caso oppure… forse era lui che aveva assistito in prima persona e filmato la sua coetanea buttarsi giù dalla torre Guinigi? E perché dopo si era soffermato nel punto dove la sua amica era morta? Aveva molte domande da fargli, ma fece finta di nulla e girò alla larga senza mettere troppa pressione al giovane, d’altronde lui non sapeva di essere stato riconosciuto.
Il giovane appena vide arrivare la polizia cercò di alzarsi, solo i genitori erano stati avvisati di quella visita, il padre lo fermò bloccando il suo braccio e lo fece tornare a sedere su di una vecchia seggiola smaltata di colore bianco, inizialmente cercò di divincolarsi, ma poi fu costretto a demordere, e si rimise a sedere.
“Buongiorno signor Bertei, sono il commissario Roberto Altieri del commissariato di Lucca” dicendo questo con voce cupa allungò la sua mano.
“Buongiorno commissario… lo sappiamo siamo stati avvisati della sua imminente visita, e c’è stato chiesto di aspettare tutti e tre a casa, se fosse possibile fare una cosa veloce, mio figlio Elia dovrebbe andare a scuola questo pomeriggio” dicendo questo strinse la mano al commissario in segno di saluto.
“Certo! Volevamo parlare con suo figlio di Danila… “il commissario si morse le labbra dicendo quel nome, forse aveva ancora in mente il suo volto tumefatto visto quella mattina.
“Ah già! La sua compagna di classe che si è suicidata, chissà che cosa possa aver spinto quella giovane a compiere quel gesto inconsulto” nel tono di Bertei si poteva carpire un senso di amarezza, era veramente dispiaciuto dell’accaduto.
“Tu non hai niente da dire giovane? “La domanda a bruciapelo fece arrossire le guance di Elia.
“Ma io…” il giovane si sentì in un totale stato d’imbarazzo, era diventato di tutti i colori, decise di intervenire in suo soccorso allora il padre:
“Aspetta a rispondere figlio mio… “il padre non dette adito di rispondere a suo figlio, poi aggiunse:
“Se per qualche motivo state accusando mio figlio di qualcosa la conversazione finisce qui, al prossimo incontro sarà presente il nostro avvocato”
“Volevamo sapere com’era andata, come si erano svolti i fatti, visto che suo figlio si trovava sulla terrazza della torre Guinigi nel preciso momento in cui Danila Bertelli si è gettata giù nel vuoto, nel momento in cui un altro angelo ha volato verso la sua fine!”
Bertei rimase basito, non si sarebbe aspettato di sentirsi dire quelle cose, cambiò improvvisamente idea, se suo figlio centrava o sapeva qualcosa dell’accaduto doveva assolutamente collaborare.
“Che cosa? È vero figliolo?”
Elia non parlava, allora intervenne nuovamente il commissario:
“E’ stato postato un video sulla pagina facebook della vittima venti dopo il suo suicidio, com’è possibile questo? Nel video si vedono due amiche di Danila che sorridono e scherzano con lei, suo figlio non si vede nel filmato, c’è una quarta persona, colui che sta filmando probabilmente con un telefonino, che non ha perso neppure un attimo di quel gesto, si vede Danila gettarsi giù dalla torre Guinigi con il sorriso sulle labbra, come fosse tutto un gioco, si nota che non ha paura della morte e le così dette amiche che sono con lei non cercano minimamente di fermarla”
“E’ vero Elia che eri sul tetto? Dimmi che non è vero!” la voce tremolante e sommessa del padre era ormai diventata un flebile filo che si sarebbe spezzato da un momento all’altro.
“Non so di cosa stia parlando il commissario, padre…”
“Sentito mio figlio? Come fate ad asserire che fosse lui a filmare l’accaduto?”
“Un mio agente in centrale, che vi posso assicurare che sa il fatto su in informatica, è riuscito a recuperare l’indirizzo IP di chi ha postato quel video sul profilo facebook di Danila, e l’indirizzo informatico proviene dalla connessione che avete in casa vostra… le cose stanno così, se vostro figlio non è stato, o siete stati voi due oppure c’è un’altra persona che può accedere al computer di casa vostra?”
“No! Noi non siamo stati e che io sappia nessun altro ha modo di collegarsi da casa nostra” Bertei chinò la testa, capì subito che suo figlio gli stava mentendo, le prove erano schiaccianti.
“Se c’entri qualcosa in questa storia devi assolutamente collaborare Elia, ne va del tuo futuro”
Proprio mentre il giovane sembrava sul punto di crollare, il telefono cellulare dell’agente scelto Martinelli iniziò a squillare.
“Pronto agente scelto Martinelli… capisco, attenda un attimo le passo il commissario, è la scientifica…” Martinelli passo il cellulare ad Altieri.
“Commissario Altieri abbiamo i risultati dell’autopsia dei R.I.S., hanno rinvenuto vari tagli in diverse parti del corpo, ma cosa più strana la ragazza aveva incisa sulla pelle all’altezza dell’addome quello che a tutti gli effetti sembrava una balena…”
“Maledizione!” non uscì altro dalla bocca di Altieri.
“Sa di che cosa si tratta commissario?”
“Mai sentito parlare di Blue Whole agente? ma credo che questo giovane che abbiamo davanti saprà spiegare meglio di me di che cosa si tratta non è vero? Come mai una giovane ragazza nel pieno delle sue facoltà mentali decida di buttarsi giù dalla torre Guinigi in tutta tranquillità!”
“Era solo un gioco…” la voce sommessa del ragazzo spazzò ogni dubbio, come sospettato dal commissario Altieri lui sapeva qualcosa, lui ora poteva spiegare cosa era successo in cima alla torre Guinigi, ma quello che il giovane aggiunse inorridì e scosse profondamente i presenti:
“Danila gettandosi giù dalla torre è diventata un mito, ha raggiunto le gesta di Irina Polyncova, è entrata a fare parte dell’olimpo, dove solo i migliori giocatori possono entrare” il ragazzo mentre raccontava queste cose aveva lo sguardo spento, non si rendeva proprio conto di cosa stava dicendo, della superficialità delle sue parole”.
“Spiega ai tuoi genitori come funziona, io purtroppo ne sono al corrente non è la prima volta che accade in Italia”
“Non so come Danila sia stata contattata dal curatore…” il giovane fu interrotto dal padre che cercava di capire quello che stava dicendo suo figlio.
“Cos’è un curatore?”
“E’ colui che ha inventato il gioco, colui che sceglie i prescelti, colui che ritiene più degni a emulare le gesta di Irina Polyncova la prima adepta che si è molata alla causa e a cui tutti i giocatori e giocatrici s’ispirano, il curatore appura se sei interessato al gioco poi ti dà cinquanta ordini, ogni giorno devi fare qualcosa di diverso, da farsi dei tagli ad alzarsi la mattina presto e guardare film horror, vedere filmati di gente che si butta giù da palazzi, ascoltare musica triste…”
“Per curiosità ragazzo, il quarto giorno cosa deve fare un giocatore?”
Il ragazzo ci pensò un attimo e poi rispose:
“Devi disegnare una balena e inviarla al curatore” la risposta del giovane coincideva con il disegno che il commissario aveva trovato sull’agenda in camera della giovane al giorno quattro del mese di Settembre.
“E ora cosa succede commissario?” il padre del giovane era in ansia per la sorte che l’attendeva.
“Deciderà il giudice minorile per quel che mi riguarda noi possiamo tornare in centrale agente scelto Martinelli”
I due poliziotti attraversarono nuovamente il vialetto del giardino, e tornati in strada alla proprio auto che li avrebbe portati direttamente in centrale, con un velo di amarezza che veleggiava nell’aria.

Centrale di polizia di Lucca.

Il commissario Altieri chiese al suo collega di seguirlo, entrarono nel suo ufficio dove sulla scrivania troneggiava la foto del precedente commissario della centrale Marzio Tullio Genovesi, il suo maestro, colui che gli aveva insegnato quel maledetto duro lavoro.
“Ho voluto che tu venissi qui agente Martinelli perché ho un video da mostrarti, ho visto che prima in casa Bertei sei rimasto sorpreso che io sapessi qualcosa del Blue Whole, quel poco che so si trova dentro questo filmato.
Mi è stato inviato circa sei mesi fa dal commissariato centrale di Roma, che loro stessi hanno ricevuto dai servizi segreti russi, che comunque non l’hanno inviato solo a noi, ma diramato in tutto il mondo, quanto pare stanno cercando di arginare questo macabro gioco che sta mietendo una miriade di vittime nella loro nazione, ma come hai visto sta prendendo piede anche da noi, era il loro timore che questo gioco si espandesse a macchia d’olio ed arrivasse fuori confine”
“Che cosa dovrei vedere nel filmato commissario?”
“Hanno catturato colui che si fa chiamare il curatore, il suo nome è Sergei Mladekov sarebbe l’ideatore di questo gioco, come potrai ascoltare con le tue orecchie, non è minimamente pentito!”

Edificio militare russo
Presso Samara.

Seduto davanti un tavolo di legno c’è un ragazzo di circa trent’anni, il suo nome è Sergei Mladekov, ha studiato psicologia all’università di Mosca, ha un portamento fiero, sta guardando dritto negli occhi il suo intervistatore, un militare dalla pancia pronunciata e una leggera barba sul suo viso di colore rosso, il militante è andato giù duro nel suo interrogatorio, è arrivato fino a picchiare il volto del curatore sul tavolo che ha davanti, senza sortire alcun effetto, Sergei non arretra di alcun millimetro, non conosce la parola pentimento, il militare gli e lo legge negli occhi, ma a lui non importa va avanti con il suo interrogatorio.
“Perché maledetto psicopatico hai inventato questo gioco?”
“Caro amico mio, non hai visto in quanti siamo nel mondo? Tra qualche anno, in tempi non lontani dai nostri, il cibo non basterà più per tutti, io vi sto solo aiutando, aiuto governi vigliacchi che non hanno il coraggio di prendere decisioni drastiche, io sto facendo il lavoro sporco, e lo faccio gratis, dovreste ringraziarmi!” Sergei stava sogghignando facendo alterare non poco il suo aguzzino.
“Ma non t’importa delle giovane vite che strappi ai propri cari, sono morti ragazzi e ragazze che vanno dai nove ai diciotto anni!”
“Se sono arrivati fino in fondo, se hanno seguito tutti i cinquanta ordini giornalieri, ed al cinquantesimo si sono suicidati, vi ho fatto un favore, io il problema lo elimino alla radice, io faccio selezione, solo i deboli concludono il gioco positivamente, sono escrementi di società che non vale la pena di fare vivere!”

Centrale di polizia, Lucca.

Il commissario Altieri spense il filmato, non ce la faceva ad andare avanti, aveva tanta rabbia dentro a sentire quelle parole, il suo collega Martinelli era rimasto basito da quello che aveva visto e sentito, rimase un po’ in silenzio poi decise di dire la sua:
“Ma allora commissario si tratta di suicidio o omicidio?”
“Bella domanda caro collega, per me l’istigazione al suicidio è omicidio, ci sono i nuovi serial killer che sfruttano internet per colpire, questa è un’evoluzione che purtroppo anche noi siamo inermi, ci sarà sempre un curatore dietro l’angolo a minare la serenità della nostra società”
“Comunque commissario se il curatore è stato arrestato non abbiamo più il problema di temere niente, il gioco finirà!”
“Purtroppo i servizi segreti russi esortano ad abbassare gli scudi, ci sono degli emulatori invasati che stanno portando avanti il progetto di Sergei Mladekov, l’omicidio, suicidio di Danila ne è l’esempio lampante”
“Che amarezza commissario…”
“Giusto agente scelto Martinelli, che amarezza… ora può andare e faccia tesoro di quello che le ho mostrato!”
“Grazie commissario”
L’agente uscì dall’ufficio lasciando il commissario Altieri da solo assorto dai suoi pensieri, provava odio verso tutte quelle persone che on line minavano la pace di Lucca, poi si portò alla finestra della stanza e iniziò a guardare fuori, davanti alla centrale c’era un parco giochi dove giovani mamme portavano i loro figli a giocare lì dentro, inorridiva al solo pensiero che se il gioco non fosse stato interrotto, un domani quei ragazzini che stavano giocando in quel parco potessero essere in un futuro prossimo vittime e cadere nella rete dei nuovi curatori, sorrise amaramente poi tirò giù le tapparelle facendo finta che dietro di esse si nascondesse un mondo migliore.

 


Bio – Marco Bonini:

Nato il 12 luglio del 1971 a Castelnuovo di Garfagnana, si è diplomato all’istituto tecnico di Castelnuovo di Garfagnana come tecnico delle industrie elettriche ed elettroniche, risiede in Piandicerreto nel comune di Castiglione di Garfagnana ed è sposato con Arianna, da sempre si diletta nel suo tempo libero a scrivere brevi storie di fantascienza e romanzi gialli, debutta con la sua prima opera edita nel 2011 con ” 3s4y, omicidi dal futuro ” stampata dalla casa editrice Albatros di Roma.
A Gennaio del 2012 partecipa a due trasmissioni su canali Sky ” Dieci libri ” e ” Se scrivendo ” condotta da Christian Floris.
A Ottobre durante la sua partecipazione su Rai 1 come concorrente al famoso gioco a premi ” Eredità ” ha l’onore di consegnare la sua opera a Carlo Conti, durante l’anno fa un giro di presentazioni in vari comuni di Garfagnana e media valle
Da Castiglione di Garfagnana a Camporgiano a Castelnuovo di Garfagnana sempre riempiendo i vari locali comunali o pro loco, non disdegna le uscite in varie serate gastro- culturali.
Sempre nel 2012 partecipa con un breve racconto a una ” Potter fan Club ” scrivendo un’avventura dedicata al mago più’ famoso tra gli adolescenti, riscontrando un discreto successo con encomio dall’organizzazione per l’ambientazione noir.
Il 20 febbraio del 2013 esce il suo secondo libro giallo intitolato “Assassinio a Oblinder city ” auto prodotto e in vendita sul sito della Feltrinelli.
Nel mese di aprile appare sul canale digitale terrestre Verdeazzurro tv intervistato dal giornalista Bini Giuseppe e ripreso da Abramo Rossi.
Il 22 agosto viene invitato alla manifestazione “Omaggio a Divizia” a Bagni di Lucca in piazza Jean Varraude, dove racconta del suo libro.
Il 13 luglio del 2014 riceve un attestato di merito al 23° edizione del concorso letterario internazionale “Sirio Guerini – Golfo dei poeti “a Portovenere per il suo racconto “L’ultimo goal “, che tratta il tema della disabilità.
Il 15 novembre si qualifica quarto alla 4° edizione del concorso di letteratura nazionale streghe vampiri e co. A Viareggio, premio questo con il patrocinio della provincia di Lucca, con il racconto “Anno zero, l’estinzione dei vampiri “, dove la sua opera è pubblicata nell’antologia che racchiude tutti i racconti finalisti, intitolata “Storie di ordinaria realtà “, pubblicato dalla casa editrice Giovane Holden.
Il 27 Febbraio del 2015 è stato ospite nella libreria Ubik di Lucca come relatore, sarà un giorno dedicato al lancio del concorso “Garfagnana in giallo 2015” organizzato dalla casa editrice “Tra le righe “.
Il 21 marzo è stato presente alla biblioteca di Barga, presso villa Gherardi, invitato come relatore alla manifestazione “Tra le righe, winter festival” in una giornata dedicata ai libri gialli.
Il 28 giugno è finalista a Cologonola di Pescaglia al concorso “il vernacolo e la castagna”

il 2 agosto viene premiato con il “Cittadella 2015” a Sarzana alla III edizione Premio Letterario Internazionale Di Poesia e Narrativa “Città di Sarzana” Susannasposaday8poetisolopoeti.
il 15 Settembre riceve a Massa, a palazzo ducale una segnalazione d’onore alla XXXIII edizione del premio letterario internazionale “Alpi apuane” con il racconto “L’usignolo Afono”
il 26 Settembre riceve a Massa, a teatro Guglielmi una medaglia d’oro e pergamena alla IX edizione del premio internazionale del concorso “Massa città fiabesca di mare e di marmo” per il suo racconto breve “Vorrei”.
Il 28 novembre è finalista all’ambito premio “La Garfagnana in giallo” con il racconto “Omicidio alle terme”.
Il 23 Dicembre vince il concorso” Scrivi una lettera di Natale a chi vuoi tu” presso la scuola primaria di Valdottavo con il racconto “Lettera di Natale a mia figlia”.
Il 10 Gennaio 2016 è a Novoli (Lecce) in quanto vincitore del premio Nabokov 2015 nella sezione romanzi inediti con il suo nuovo libro “Il ritorno del purificatore”.
Il 13 Gennaio riceve la menzione d’onore nel concorso A.L.I. penna d’autore “Scrittori uniti in beneficienza”
Il 5 Giugno si classifica 6° all XI° edizione del premio AVIS a Capannoli.
Il 12 Giugno riceve una menzione d’onore al concorso organizzato da A.L.I. con la poesia “Amore spezzato”
Il 24 Giugno si classifica 4° a Viareggio al concorso dedicato a Charles Bukowsky con la poesia “Sant’Antonio”.
IL 10 Luglio riceve il “Santa Caterina” a Sarzana alla 4° edizione del concorso letterario “Città di Sarzana “
Il 6 Agosto è finalista al concorso “Il treno” e arriva secondo nella categoria “noir” a Benabbio.
Il 1 Ottobre riceve un riconoscimento al concorso di poesia dedicato alla V.A.M.
Il 15 Ottobre 2016 ha ricevuto a Roma palazzo Valentini una segnalazione d’onore al concorso “Delitti d’autore” per il suo racconto giallo “Assassinio al pontile”.
Il 13 di Novembre è ospite al Pisa book festival, in quanto finalista del concorso “Racconti toscani” con il racconto inedito “Maledette Malelingue”.
Il 26 Novembre è finalista al concorso “Garfagnana in giallo” che si svolge a Castelnuovo di Garfagnana con il racconto inedito “Viaggio di sola andata”
Il 23 Dicembre vince il primo premo al concorso della scuola primaria di Valdottavo con la fiaba” Vigilia di Natale a Fiabalandia”
A Dicembre una sua favola viene inserita nell’antologia “l’aviatore delle favole” della casa editrice Montegrappa edizioni, in quanto opera finalista del concorso omonimo.
Il 24 Giugno 2017 si classifica 4°con il componimento “Il coraggio” a Viareggio nella sezione poesia al concorso nazionale Charles Bukowsky
Il 16 Luglio si classifica 2° nella sezione libri editi brivido giallo a Sarzana al concorso internazionale città di Sarzana.
Il 14 Settembre 2017 presso la biblioteca comunale villa “Fabbricotti” a Livorno conquista il secondo posto con il suo racconto inedito “Piccole maschere” al concorso A.L.A.
A novembre è finalista alla Garfagnana in giallo.
Il 23 Aprile 2018 la sua poesia “La guerra, la patria la mia vita” è finalista al festival delle resistenza a Grosseto
A maggio 2018 riceve una menzione di merito al concorso “San Benedetto del Tronto nel cuore” con una poesia intitolata “Un giorno migliore”
Il 19 Maggio 2018 riceve una menzione di merito al concorso Novella Torregiani a Porto Recanati (MC) con un racconto inedito.
A Maggio entra nell’antologia “100 parole per raccontare” realizzato dall’associazione culturale carta e penna di Torino.
A Maggio è semifinalista al concorso letterario poeti uniti in beneficienza di Torino realizzato da A.L.I. con la poesia “Immenso amore”.
Il 15 luglio al premio internazionale città di Sarzana vince il riconoscimento “Cortometraggio” con il suo racconto giallo “Il volo degli angeli”, con la notizia che a breve verrà girato un cortometraggio con questa storia.
Il 15 Settembre a Livorno risulta finalista al concorso organizzati dall’associazione A.L.A.
Il 7 di ottobre riceve una menzione d’onore per un racconto breve “Gocce di memoria” al IV edizione del premio nazionale ponte vecchio a Firenze.
Il 14 Ottobre è finalista al concorso “Essere donna” a Gallicano
Ha appena finito di scrivere il suo 4° romanzo giallo ambientato in Garfagnana intitolato “Omicidi sulla via del volto santo” che uscirà il 28 Ottobre
Il 10 novembre è finalista nella sezione poesia al concorso Lagip a San Benedetto del Tronto.
Il 23 di Novembre è stato finalista a Viareggio al concorso “Streghe e vampiri e co” il racconto il “Declino degli dei”
Il 29 è stato finalista alla X edizione della Garfagnana in giallo con il racconto” Lo spartito”
A Dicembre una sua favola entra a far parte dell’antologia pubblicata dalla casa editrice Apollo(MO)

 


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