Breve Storia di Jimmy Late – Andrea Carloni

Neanche un paio di anni fa @FedeBilli052 aveva dichiarato, in una sua pubblicazione di successo, che ‘il ventiduesimo secolo accomuna le società sviluppate nella quasi completa assenza di eventi concreti‘. Seguiva un’analisi secondo cui, essendo i contatti nell’ambito delle comunità (amicizie, parentele, ambienti lavorativi) relegati prevalentemente ad una gestione virtuale, mediante social network e mezzi di comunicazione in rete, di conseguenza anche gli stessi eventi sociali sono organizzati virtualmente con i medesimi canali, rendendone pressoché obsoleta ogni manifestazione reale. ‘Essere sempre in contatto, senza necessità di sfiorarsi’, erano le parole conclusive dell’articolo, anch’esso del resto elettronico, come questo nostro. Gli intellettuali sono da sempre creature sfortunate: ogni volta che si pronunciano, accade qualcosa che li smentisce poco dopo. @FedeBilli052 non poteva prevedere il fenomeno di Jimmy Late, tanto dirompente adesso, come avrebbe potuto esserlo anche un secolo fa, quando ci si incontrava ancora nelle strade e nelle piazze. Proprio a questo fenomeno vorremmo ora restituire una parvenza d’ordine, fra le tante opinioni che ne confondono la storia.

Il personaggio è straordinario fin quando alla nascita – poco più di trent’anni orsono – gli è riscontrata un’encefalopatia che si sarebbe presto manifestata in una disabilità intellettiva. La diagnosi fu delicata quanto clamorosa se si considera che, dal 2072 almeno in Italia non si erano più registrati casi di handicap congeniti. ‘Si resta sempre spiazzati ad affrontare malattie debellate da decenni come questa. Così come sarebbe impensabile ammalarsi ancora di Aids’, ha voluto semplificare il luminare epidemiologo @LucioPerri036, che ne ha seguito la vicenda medica. Tuttavia, ciò che a noi pare ‘impensabile’, non è detto che alla natura resti impossibile. ‘E comunque rimane ad oggi l’unica eccezione, non c’è da preoccuparsi’, ci tranquillizza. In sostanza la scienza ha fatto passi da gigante: non solo la vita media oramai sfiora i cento anni, ma soprattutto ha reso alta la qualità di questa lunga vita. Ci si ammala sempre meno e qualora ci si ammali i tempi di ristabilimento sono rapidi. Nella fattispecie, oramai tutte le gravidanze sono assistite da un prodigioso sistema obbligatorio di terapie ormonali e test preventivi, che scongiurano il verificarsi di qualunque anomalia al feto e, nella rara eventualità, offre l’opportunità di intervenire geneticamente per tempo. Ci si è interrogati molto anche sui genitori e sui medici, circa i motivi per cui l’eccezione si sia verificata, ma più che l’indagine morbosa ora ci interessa l’aspetto che ha reso eccezionale l’eccezione stessa. Jimmy Late difatti diventa un genio della chitarra, un cosiddetto guitar-hero, come non se ne vedevano da lungo tempo. C’è da dire che oggi, in fondo, la musica tutta non esiste più come una volta. Ne è riprova il fatto che rispetto ai musicisti stessi, ricevono più attenzione i musicologi. Uno di loro, @ChrisBellan047, asseriva che ‘la musica si sarebbe presto denudata dalla sua veste prettamente artistica, per divenire mera distrazione, uno sfondo come tanti alla nostra quotidianità’. Così è stato, tant’è che attualmente la figura dell’autore è decaduta in favore dei generatori di musica diffusa nei network, che possono gratuitamente originare librerie sonore adattabili alle nostre attività e stati d’animo. Non si parla più di armonia, melodia e ritmo, bensì di sequenze di suoni e rumori, acquisibili in rete e condivisibili con gli utenti connessi. Non esiste nemmeno più l’unicità della composizione, in quanto tali sequenze sono facilmente modificabili a piacere, dando vita a ‘linee sonore continuamente alterate e sempre più, per loro stessa natura, anonime: non in quanto di nessuno, ma perché di chiunque’. L’analisi iniziale di @FedeBilli052 poteva qui aver conferma della sua lucidità: in mancanza di musicisti o gruppi musicali ed essendo l’audience diffusa e condivisa, allo stesso tempo musicante e musicata, e per questo autosufficiente al proprio intrattenimento, si spiega il motivo per cui non assistiamo più a concerti o manifestazioni di sorta. La fruizione è divenuta autonoma, disimpegnata, viaggia nella rete: non vi sarebbe appunto più alcuna necessità di eventi musicali concreti.

Questo finché i singolari clip di un chitarrista disabile non iniziano a circolare online in misura sempre più ossessiva. È vero, suonare oggi la chitarra è come suonare il liuto ai tempi in cui la chitarra era di moda. Se chi la suona è però una persona affetta da disabilità, si diventa più originali che fuori moda. Se inoltre questo disabile è incredibilmente bravo, ecco che presto la curiosità di alcuni diviene ammirazione di tutti. @LucioPerri036 riporta umanità al caso, sottolineando che stiamo comunque parlando di: ‘una persona con forti difficoltà nell’articolazione del linguaggio e della mimica. Non potendo interagire sufficientemente con l’ambiente circostante, fatica a prendere confidenza con i propri bisogni elementari. Per questo anche il comportamento e la deambulazione restano notevolmente compromessi’. E allora come può fare quel che fa, se non è in grado di farlo, incalzano gli increduli. Il medico restituisce elegantemente la vaghezza al dubbio: ‘Che possa apparire miracoloso è più che comprensibile. Soprattutto, l’ottima capacità di coordinare entrambe le mani farebbe pensare ad un’attività fra i due emisferi cerebrali fuori dal comune, anziché ridotta. Viene spontaneo pensare alla sordità di Beethoven, o ad un pianista del passato, Petrucciani, che definiva la sua deformità una fortuna per il suo talento. Che il genio possa, come la ginestra leopardiana, irrompere in tutta la sua bellezza e genuinità laddove gli ostacoli più aspri sembrino soffocarlo?’. Perdoniamo al medico il sussulto poetico con cui ha voluto forzare il paragone, dato che le disabilità dei musicisti da lui citati non erano affatto intellettive. Però ci vuole pazienza, si sa, per ritrovare un senso nelle false piste del sistema nervoso centrale; pazienza con cui concediamo allo scienziato anche il tempo per gli studi necessari.

Il padre e la madre stessi dichiarano di non essersi mai sentiti all’altezza delle particolari esigenze del ragazzo, ‘anche perché oggi non esistono altri genitori in situazioni simili’. Certuni obiettano che più del peso dell’inadeguatezza sia quello della vergogna a immobilizzare le loro coscienze, ma al riguardo ognuno formerà il proprio giudizio. ‘Ammetto che lo abbiamo sostanzialmente lasciato fare, senza spronarlo più di tanto, perché ci sembrava una violenza nei suoi confronti, è già tanto sfortunato’, afferma la madre in un’intervista. Prosegue il marito, ‘poi col tempo vedevamo che passava ore chiuso nel mio studio, dove c’è una chitarra, una vecchia Gibson elettrica di mio nonno che conservavo per un valore affettivo, visto che non avevo idea di come si suonasse. Jimmy la prendeva e cercava di usarla. Trovavamo per lui dei video-tutorial in rete. È incredibile come memorizzasse e imparasse in fretta’. Quando intuiscono che sotto i loro occhi sta crescendo un talento particolare, sono proprio il padre e la madre a registrarlo con una webcam e a pubblicarne i video. Il nome d’arte, che dovrebbe avere più dell’affettuoso che del canzonatorio, viene diffuso da alcuni affezionati followers che riconoscono, fra le sue prime esecuzioni, alcuni assoli di Jimmy Page dei Led Zeppelin, storica rock band di fine ventesimo secolo. Jimmy – il nostro Jimmy – ha ventotto anni quando finalmente si esibisce per la prima volta in pubblico, proprio nella nostra città, dove è già noto ai più. Il concerto è organizzato dagli stessi genitori nelle aree verdi obbligate dei sobborghi, in genere battute solamente dai salutisti. Il successo annunciato è presto confermato. Jimmy Late suona per un’ora circa, stando seduto con la sua Gibson fra le braccia e senza guardare mai il pubblico. Esordisce con alcuni fraseggi melodici per poi abbandonarsi, fra un riff e un altro, ad uno sfoggio di assoli. ‘Vi era già nel suo primo concerto, la stessa consapevolezza dell’ultimo, perché Jimmy suonava immerso in una concentrazione quasi ipnotica: non aveva tempo e modo di accorgersi del pubblico. Suonava e basta, con la precisione e la determinazione del professionista’, commenta @ChrisBellan047. Qual è invece la consapevolezza di un pubblico non più abituato a riunirsi dal vivo, se non in particolari ricorrenze del calendario, e che ora si trova ad applaudire entusiasta, a desiderare che l’ultimo brano non sia l’ultimo? Sono forse sospesi in un’ammirazione incosciente, senza capire che un evento, il primo di tanti, si sta realizzando dopo molti decenni proprio lì, poco distante dai circondari residenziali?

Con l’aiuto dei proventi raccolti dall’esibizione, i genitori – e i polemici sopracitati non mancarono di contestare la recente dedizione e la fierezza di cui difettavano prima della celebrità – possono sviluppare una piccola tournée, per cui viene ingaggiata a fatica anche una modesta band per accompagnarlo almeno nei brani più tradizionali, perché è poi costretta a tacere quando i solismi di Jimmy Late prendono il volo verso le improvvisazioni più inafferabili. Il programma di base del concerto è di fatto sempre il medesimo, poi Jimmy Late, con noncurante naturalezza, lo interrompe, lo abbandona, per poi recuperarlo e lasciarlo ancora, guidato dalle sue intime ispirazioni. Gli appuntamenti si moltiplicano e si espandono profondamente nel territorio nazionale. Per ogni serata si registra il sold-out e si è costretti ad assumere personale di sicurezza per contenere l’euforia degli spettatori più giovani. Poiché Jimmy Late non si concede mai al pubblico se non a mezzo della propria musica (niente foto, dichiarazioni, interviste e ospitate), prolifera il merchandising, si diffondono in rete icone, file audio e video, spuntano gli imitatori, i fanatici e i detrattori, tanto che l’atmosfera e il costume potrebbero anche ricordare quelli della società nella seconda parte del ‘900. Per ascoltarlo dal vivo o via etere si interrompono le faccende, si dimenticano gli impegni. Durante i concerti si balla, si urlano a memoria le melodie più orecchiabili, si salta, si sviene, si cerca di salire sul palco, prendendosi anche calci sulle mani e sul naso dai body-guard. Oltre alle folle il fenomeno attira chiaramente anche molto denaro, che la famiglia sa abilmente amministrare.

Ora, se vi è un evento, ci sarà prima o poi anche l’evento degli eventi. Si tratta dell’ultima data della grande tournée nazionale di Jimmy Late, che si svolge proprio nella nostra città, quella di origine, per giunta in occasione del suo trentesimo compleanno. La famiglia promuove e promette un concerto epocale, trampolino per l’ipotesi di un lancio a livello europeo, dopo un meritato periodo di riposo. Solo per dare un’idea dell’affluenza di pubblico basti dire che si è quasi smantellato il vecchio aeroporto. Per la dovuta sinteticità di cui la cronaca non dovrebbe mai difettare, riteniamo opportuno rappresentare l’evento limitandoci ad un breve estratto della recensione di @ChrisBellan047: ‘…quelle mani che figgivano, roteavano, slittavano lungo i tasti del manico, dalla paletta verso la cassa, dal mi basso al mi cantino, con la furia di chi corre sul filo del rasoio, che quando sembra perdere l’equilibrio e precipitare, è invece il momento che si slancia nell’iperbole di un volo nuovo, inaspettato. Ogni tecnica è appresa, condensata e poi sprigionata: la sintesi del legato, il solletico del tremolo o del vibrato, lo stacco degli stoppati, poi la padronanza degli armonici, del pizzicato, dell’arpeggio, e lo sfoggio del bending sulle note più alte, della velocità sulle scale più estese. Cosa non potranno quelle dita? Dove si nascondono la fatica, l’incertezza, l’imprecisione, l’imprudenza?’. Sembra quasi che Jimmy stia per alzarsi in piedi alla conclusione del suo ultimo assolo. Invece, come sempre viene portato via dal padre e la madre, che lo sollevano fra le braccia in saluto verso il pubblico, prima di congedare il palco. Appena rientrati in casa non hanno modo neanche di fargli spegnere le candeline, che si è già suicidato. Dai rilievi delle autorità sembra che non sia stato neanche tanto difficile per lui, che misurava solo 151 centimetri e pesava 45 chili, infilare la testa fra la tracolla e la cassa della chitarra appesa nel supporto a muro, e lasciarsi penzolare.

Associarlo ai casi di altre famose rockstar suicide, oltre che scontato, non sarebbe nemmeno d’aiuto ad interpretarne la drammatica uscita di scena. Sappiamo veramente i sinceri motivi per cui oltre cento anni fa alcuni di loro scelsero di suicidarsi? Probabilmente no. Quel periodo poi è talmente lontano, che non potremmo includere così ingenuamente Jimmy Late fra le vittime sia del nostro tempo che del loro. Sentiamo spesso dire da chi lo ammirava che, per quanto il successo avesse potuto confermare il contrario, era un ragazzo troppo solo, incompreso e poco amato. Chi invece non lo aveva affatto in simpatia sostiene che fosse comunque un malato, un pazzo, un fenomeno da baraccone. Tutte congetture che possono essere tanto banali quanto acute, a seconda del risvolto che si vuol dare alla storia. Fatto sta che nel nostro paese, ad una manciata di mesi dalla scomparsa di Jimmy Late, non si ha più notizia di nuovi casi di disabilità, né di particolare talento. Se i riflettori spenti da un lato hanno consentito a @LucioPerri036 una fuga silenziosa dall’enigma clinico, dall’altro è evidente che non si sia più assistito ad eventi di particolare rilevanza. La musica – se così la si vuol chiamare – è ridivenuta quella di prima.

Era prevedibile che tornasse allo scoperto @FedeBilli052, cui reputo talmente abile il recente intervento, da volerne concludere – anche per comoda simmetria – il nostro: ‘Ad onta di quanto persino Nietzche fece profetizzare al suo Zarathustra, adesso è evidente che nell’affollata società degli ultimi uomini, anche un superuomo soltanto è di troppo’.

Sempre che ad essere di troppo, vien da chiedersi, non sia proprio questa folla di ultimi.


Bio – Andrea Carloni:

Sono nato nel 1977 a Roma, dove sono cresciuto e mi sono diplomato in maturità scientifica. Sempre a Roma ho avuto le prima esperienze lavorative dapprima nel settore della vendita di servizi di informazioni commerciali alle imprese e successivamente nel contenzioso clienti.

Per motivi lavorativi mi sono trasferito in Veneto, nella provincia di Vicenza, dove tuttora risiedo. Attualmente lavoro nell’ufficio amministrativo per un corriere espresso. Un mio recente hobby nato in questa regione è l’equitazione western, che pratico da qualche anno a livello amatoriale.

Mi sono riavvicinato alla letteratura negli ultimi anni a seguito dell’avvento della tecnologia digitale dei libri elettronici. Questo mi ha consentito di dedicarmi alle letture più svariate, portandone avanti molteplici contemporaneamente. Fra le varie letture, quella dei racconti mi ha stimolato a comporne periodicamente di miei, sia ispirandomi a raccolte celebri (Joyce, Carver, Faulkner, Hemingway, Poe, Kafka, Hawthorne, Munro, Murakami, Hawthorne …), sia scrivendone appositamente per i concorsi letterari. Non mi dispiacerebbe dedicarmi maggiormente a quest’attività, sviluppando anche alcune idee di romanzo che ho in sospeso.

PREMI E RICONOSCIMENTI

08.06.14 concorso letterario Città di Campagnano di Roma
– secondo premio, racconto “Animali”

19.12.14 premio letterario città di Olbia
– menzione, racconto “Evelyn”

05.09.15 premio letterario Grotte della Gurfa – La bellezza della Tholos e delle Madonie
– menzione, racconto “Tutto o niente”
– pubblicazione su antologia ‘Tutto il meglio è già qui’ ed. Youcanprint, isbn 978-88-92610-69-9

14.11.15 concorso internazionale artistico letterario Ambiart
– premio speciale unico per il Veneto, racconto “Il padre”
– pubblicazione su raccolta opere premiate

18.12.15 premio letterario città di Olbia
– menzione, racconto “Il padre”

01.10.16 concorso letterario Donna sopra le righe
– primo classificato, racconto breve “Non guardare verso il mare”
– pubblicazione su antologia ‘Donna sopra le righe 2016’ ed. Argonautiche, isbn 978-88-96843-49-9

08.10.16 concorso letterario L’immagine parla
– pubblicazione racconto “Non guardare verso il mare” su antologia ‘La luna nel mare’

24.10.16 concorso letterario Distillati di parole
– finalista racconto “La Giovannina”
– pubblicazione su antologia ‘Lo spirito del tempo’ ed. F.lli Brunello, isbn 978-88-907354-1-7

16.12.16 concorso letterario Fuori dal cassetto
– finalista racconto “Tropical Malady”
– pubblicazione su antologia ‘Viaggi senza confini’ ed. Youcanprint, isbn 978-88-92636-26-2

16.12.16 concorso nazionale Giuseppe Gioachino Belli
– finalista racconto “Lissy”
– pubblicazione stralcio su antologia ‘Linea Verde’

06.05.17 concorso letterario Ti ho tradito!
– finalista racconto “Passeggeri”
– pubblicazione su antologia ‘Troskij Cafè Chantant’ ed. Montegrappa, isbn 978-88-95826-89-9

06.05.17 concorso letterario Che sete di…!
– terzo classificato racconto “El Tajon e el Badalisc”
– pubblicazione su antologia ‘Les cahiers du Troskij Cafè ed. Montegrappa, isbn 978-88-95826-90-5

27.05.17 premio letterario nazionale Voci Verdi
– segnalazione racconto ‘L’amore vetusto’
– pubblicazione su antologia ‘Voci verdi’ ed. Artistica Bassano, isbn 978-88-99875-01-5

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