La mano di Dodi – Gerardo D’Orrico

La macchina per trasformarti esiste, un mondo diverso è già qui, legalmente si potrebbe realizzare, legalmente è necessario farlo nella più grande porzione. Le tue necessità che si alleggeriscono per forza cioè che non puoi restare, tu l’hai capito quello, si è fermato a una mezza parola, lui è la persona più importante che ci sia nel quadro generale istituito. Non puoi restare è un testo di diverse pagine è nessuno ha potuto procedere, la legalità!

Una macchina dichiarata illegittima non esistono apparecchiature illegali perché funzionano bene se sono le persone di un altro quartiere ad averla in possesso, cioè ne hanno bisogno, per poi vedere chi non sa parlare, chi è una persona che cresce nel tempo e assume informazioni e denari, chi vive il futuro, io sono la realtà di questa nazione, è una sottigliezza per questi stolti che pagano all’oscuro.

Il futuro che doveva arrivare sta passando adesso presente, perché deve arrivare il prossimo domani, perché ne ha necessità! Così tu non esisti più restando non aggiornato, così non esisti.

Sapessi i quintali di carne devono andare via da casa tua, perché non colori la tua faccia, chi sono questi? Siamo a posto prego, stai attendo non è un gioco qui. Questa macchina presente nel mondo oggi nel 2011, proprio adesso presente è proprio quella che toglie la fame nel mondo non l’hanno rubata!

Cioè tu oggi invece di vivere nella tua città dovresti essere in paradiso, nella tua solita città, forse hai visto passare l’idea. Saranno un po’ tutti in silenzio è una specie di allenamento per la tua forma espressiva maggiore più per evitare delle percosse, qui da segnalare anomale, nella situazione legale del movimento pubblicante della tua nazione.

Noi siamo persone diverse dove si è finita la guerra delle persone che incontri per strada oggi, vedi oggi, osserva bene oggi a volte uccide oggi. Per fare dell’altro questa macchina è un dovere pubblico da dare, cioè tu lì non ci puoi stare perché hai finito le batterie per restare, e ti sembra, di poterci trattenersi invece ti devi muovere, ecco ti devi muovere, vedi sei debitore, a volte devi serve per non morire.

Non lo so cosa voleva l’idea, ma se vuoi, guarda che sono le parole e i gesti dei tuoi prossimi, invece sono tutte le persone che incontrerai oggi, formano gli errori che la macchina, se vuoi ti segnala, macchina che non hai, perché altrimenti vivevi in paradiso, oggi.

Certo la tua privacy ma ancora stai ridendo è dimmi chi ti ha spezzato quel braccio, il tuo boyfriend, ora io devo piangere, facciamo una pausa, qui tutto brucia, quando tu ti sveglierai. Ci sono tutti ma sono un po’ non completi! Nonostante sono nati vivi e naturali, e sani, sai sani, ma non completi, gli manca l’anima a questi moderni o meglio la legge, come la luce perfetta nonostante premi, lauree, diplomi, serate di buon e cattivo tempo.

Ecco questa x no, ma era quello che dicevano prima di discutere, quindi lauree, trasmissioni, premi Nobel, capi di stato, nazioni e Bene non c’è, bene non ne hai.

Così com’è piccola una vita soltanto, per un’informazione pubblica e privata che ti porta dove la macchina ti vuole perché si parla ancora di predomini di male forse per lo specchio cioè per una verità più limpida che invece a due facce, cioè la facciata dove si rappresenta e l’altra bianca che raffigura il passato e il futuro della sua parola, cosa vuoi sapere ancora, quanti anni hai?

Mangia poco? Che cosa è la verità? Un prodotto non dice il suo prezzo e la sua finalità o la sua scadenza. Ecco queste idee di esistenza e di presenza valutativa finiscono nella loro descrizione per tutte i modi di funzionare della legge e non esistono fuori di quelle, ecco che invece si parla di defunti nel Bene perché non arrivati carnalmente al pulsante che attiva il giorno successivo a quello presente.

Ed ecco come già pagano un governo per il Bene che con tutti i progressi terrestri non è completo oggi, il seguito, lo sai. Tu lo sai sono un’impaginazione d’idee, un libro a se ti volevo ricordare, ecco così si svegliano vuoti gli abitanti della tua città anche oggi. Perché le spiegazioni di quest’universo non sono mai venute tutte alla luce, perché non è vero: è tutto finito, perché oggi ti uccide, perché oggi è un altro giorno nuovo e pagato e non sei un completo a guardarti meglio.

Completa la tua carne! Completo in due? Si è una questione anziana, già da molto tempo si ha, e si è e la parola non dice cosa è successo, e ti ridico non muore la carne e sono problemi quelli che possiedi tu a casa come una lavatrice comprata in un negozio.

E’ non funziona per niente senza la macchina per spostare l’oggetto azione che dicevi nel senso materiale e spirituale dell’atto, nel senso che sei tu l’oggetto come le altre realtà comprese nell’azione da fare e non ci sono altre cose comprese, così per dirti che è più facile la vita che invece comincia più difficile per tutti compreso io, in modo.

La differenza delle persone che vanno o volano via dalla tua posizione perché hanno degli impegni non discutibili, ciao, allora, ciao.

Come si vince dalla povertà, invece siamo molti di più le unità beta che circolano dopo dieci minuti all’impatto. Chi vince? Tu chi sei.

Lui non ha un cervello! Lui non paga? Lui non è uno come lo tieni tu in casa, ma un prodotto nazionale “lordo” uguale per le regioni della tua nazione, giacché ne hai sentito parlare, ecco sono tutti uguali i mali a migliaia e tu che non ne volevi parlare, di un carcere grande quanto la vita, che cade dove la lama non posa e poi giù tutti gli italiani.

Non ridere che siamo già a un buon punto, anche se è presto, non esisti più senza il tuo pranzo preferito, perché non c’era nessuno quando sei arrivato, perché non è solito il coso. Chissà cosa ti aspettavi? Il massimo e il bene tutt’e due assieme, perché si fermano le persone senza uscita, sai, perché incontrano il male, è lo sposano.

Sì i mali sono persone che superano! Il giorno di oggi vicino a Natale duemila undici, perché la fine non è l’inizio proprio a cominciare dal piede dal fondo al prossimo, non si può poi non sa nemmeno come fare con le mani cementate perché le persone non sono tutte uguali. Perché gli aerei volano in cielo e non sopra le case, perché la realtà cruda è davvero da mangiare, perché il futuro di oggi che creava è molto in crescenza, già, ma non ti sembra di averlo già sentito o sai cos’è una camera a gas moderna targata duemila e undici. Il prodotto di oggi è alto, prego, non ti ammonire, non esiste un Bene uguale a un altro, quale?

Sai, non si tradisce in fondo, quindi la materia è a strati, perché non c’è il tuo li. Perché non si può dire, anche se vedi il vicino, guadagna della macchina, come mai non avevo capito la realtà così, la chiamano, il male in futuro non c’è come dire scritto in grassetto invece.

Perché non ha aria per parlare, perché vige in luce, perché davvero non si può parlare, perché ti uccidono in futuro, perché sei obsoleto, la storia segna il tuo sorriso per sempre?

Troppo prego continua tu.

Io: tutto è già compiuto, mentre lo muovi il tuo interesse, non aveva capito, il tuo interessamento, sentirai come paga, patirai che era vero, udirai il futuro che è futuro perché è dopo tra due ore il futuro, è purtroppo deve passare è non ci sono vie d’uscita, due ore non dieci anni è dopo due ore altre due ore.

Un gioco si vince, un gioco si gioca, la vita è un gioco? Dove sei andato a finire? E tu?

Guarda le copie della vita oggi? Perché oggi si doveva finire, perché la nebbia, hai preso velocità, ora ti devi fermare sai fuori oggi c’è il male, sai oggi loro già meglio, è già tanto? E allora l’anno scorso cosa è successo e due anni fa o tre il passato di dieci anni non si cancella, odi brutte parole o ti hanno detto che è molto peggiore ed è meglio restare nella tua corsia come la vuoi creare una corsia tra Italia e America senza che nessuno ti veda, quel che sei resto di mattoni attaccati.

Ecco vedi com’è meglio fuori le opere pubbliche nuove e solide nel loro interesse, ti copi o ti copiano il meglio di questa fine dell’anno duemila undici strano solo a dirlo per gli insaccati nuovi di quest’anno, si loro il male procede! Per offendere la coscienza del professore già morto anche lui per credere meglio, ma cosa voglia sapere tu senza parola, perché io devo fare quello che tu non fai! Perché non sei vivo a casa e fuori, perché era facile in fondo e basta così sarà in futuro facile, lo devi solo push aerare. Era, periodo storico, eravamo anche lui.

Vivere oltre, bene, noi esistiamo oltre.

Oltre lo stato, oltre la vita, oltre le scuole, oltre le tue istituzione che funzionano a meta come un amore per una vita, e si vince oltre. Ecco però non tocchiamo le loro realtà, non devi fare nulla sulle concretezze che superi, cioè le lasci nel loro quartiere e procedi fuori, verso un altro posto. Perché nessuno vuole fare niente?

Essere e non divenire, prendere velocità? Non è un problema, lui si è perso, lui non può vivere senza l’altro piede cioè senza tutte è quattro gli arti se sono presenti in realtà perché in consistenza già c’è il vuoto e il pieno. La presenza e l’assenza, e il rispetto degli orari di lavoro, e così le vacche, nessuno lo farà eppure qui ci sono delle persone che già vivono nel posto: io Gerardo, più ecco si finisce lo stesso il gesto dillo al tuo amico quando si sveglia che interrompeva la settimana scorsa, nessuno c’è ma già ci sono dei distributori dappertutto nella tua nazione e anche nella mia per avere il documento e quindi la settimana scorsa si bruciavano gli operatori e la prossima chi e che ne sapevi tu in quale casa ti trovavi ora con questi dissipatori sociali che non rispettavano nemmeno un civico, ecco questa è la soluzione “la settimana scorsa” cioè io qui il male uguale in un altro civico.

Cioè io qui tu li? In basso invece in alto, già risolto non da risolvere, facile da vivere! Diventato impossibile per creare dei falsi muri, prima di andare in Bene, saranno degli incompetenti ma non si può fuggire.

Ciao sai da quanto tempo vivono le persone!

Funzionava, non funzioni tu o il tuo non è vero.

Guarda meglio che è finita.


Bio – Gerardo D’Orrico:

Nato a Cosenza il 06/03/1976, ha compiuto gli studi di maturità scolastica e frequentato le università di Arcavacata (CS) e di Bologna ma senza conseguire la laurea. Ha una buona conoscenza del computer e di alcuni strumenti musicali, ha passato la sua gioventù tra la sua residenza di Luzzi (CS) e Cosenza per gli studi e nella città natale di sua mamma a Villapiana (CS) al mare, ha fatto molti viaggi per l’Italia e qualcuno all’estero. Dopo il servizio militare si è destinato ad aiutare suo padre per il lavoro e si è dedicato alla scrittura. Vive a Luzzi dove prosegue con la scrittura dei suoi libri.

 
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