La Chitarra della Vita – Francesca Facoetti

Mi chiamo Francesca e sono una persona credente, fortemente credente. E sono fortemente grata al buon Dio, innanzitutto per il dono della vita che ci ha dato, poi per i segni infiniti che possiamo leggere sul nostro cammino, ma soltanto se vogliamo, e che ci indicano la Sua continua presenza al nostro fianco.

Talvolta mi capita di piangere perché soffro per le atrocità commesse da esseri umani, ai danni di altri esseri umani: mi scendono lagrime involontarie per il dolore che sento, per tutte le persone che scelgono il male anziché il bene; piango per chi va incontro ad un destino ingiusto con la luce di Dio negli occhi.

Oltre a piangere, io prego; prego per chi toglie ad altri la vita terrena: non pensa ai propri genitori, al dolore che dà? Prego perché la gente comprenda che siamo tutti fratelli, al di là del colore, della nazione, della razza; siamo fratelli che vivono insieme in questo grande posto che è la terra.

Padre Pio diceva che la preghiera è l’arma più potente di tutte, e la Madonna sta chiedendo a noi tutti di pregare. Noi siamo persone, e auspico che dimentichiamo il rancore verso gli altri, per aprirci all’altro ed al desiderio di fare il bene. Poiché il bene cambierà il mondo, io prego per il cambiamento del cuore della gente; vado a messa per onorare Dio che ci ha dato la vita.

Nel periodo natalizio sono andata a messa ed ho dedicato la funzione al cambiamento della gente cattiva; ho preso il corpo di Cristo dentro di me, pensando a tutta la gente che era impossibilitata a prenderlo in quel momento.

Quel pomeriggio passeggiavo con un amico vicino alla chiesa, quando all’improvviso vidi sbucare un motorino dal nulla; pensai che fosse troppo vicino a me, sentii un colpo che mi parve pazzesco, pensai che i miei occhiali si fossero rotti nella collusione: la testa mi dava un dolore lancinante e, mentre intravvedevo il motorino fermarsi; vidi in modalità offuscata un giovane straniero venire verso di me: “cosa posso fare per te?” mi domandò.

“Dì una preghiera!”, risposi io d’istinto; e vidi la sua faccia stravolgersi, mentre lui già iniziava ad urlare, gli occhi invasi dall’ira: “no, questo no!”

Quell’urlo mi rimbombava nella testa, e portai all’istante la mano sulla fronte: sentivo il bernoccolo che si stava formando.

“Quanto vuoi? Ti do tutti i soldi del mondo!”, continuava a ripetere lo straniero con quel tono concitato.

“Non voglio niente”, pensai, e lo dissi, mentre lui insisteva a chiedermi quale fosse il mio prezzo. L’amico al mio fianco mi guardava, poi mi confessò d’aver pensato che lo straniero ci avrebbe picchiati entrambi.

Lo straniero chiedeva quale fosse il mio prezzo, ed io sentivo il disprezzo per tale domanda, il dolore alla testa che m’annebbiava la vista; lo straniero insisteva, poi d’improvviso si fermò e mi guardò. Lo vedevo osservarmi titubante, come vedesse una donna per la prima volta; e forse era davvero così; nella sua cultura, infatti le donne non hanno la libertà di agire e pensare, ma vivono sottomesse ad un uomo. Iniziava a guardarmi con occhi incuriositi, improvvisamente vuoti di ogni rancore; mi parve barcollare sulle gambe, incerto, quasi che il colpo l’avesse preso lui; poi vidi i suoi occhi diventare buoni mentre dava un’amichevole pacca sulla spalla del mio amico, dicendomi: “ti protegge lui.”

Lo straniero stava parlando con me, non col mio amico: io non ero più la donna trasparente ai suoi occhi, ero diventata una persona vera, meritevole di attenzione. Lo straniero aveva dato quell’amichevole pacca sulla spalla del mio amico, ma parlava a me: forse temeva di farmi male a toccarmi ancora?

Vidi nei suoi occhi la sensibilità, o forse era l’effetto del natale: ora il giovane ragazzo mi sorrideva, e improvvisamente in quell’istante, diventammo un gruppo di amici, e non più singole persone; quell’episodio ci aveva trasformato in tre amici che ridono, scherzano ed abbattono ogni diversità.

In seguito il mio amico mi spiegò che ciò che aveva provocato il colpo, era stata la chitarra che quello straniero portava sulle spalle; io non vidi lo strumento, da tanto avevo la vista offuscata. Mi ci vollero tre giorni di riposo assoluto per riprendere una vita normale, ma sono convinta di aver lasciato qualcosa di me nell’anima di quel ragazzo, che magari ora canta con la sua chitarra una canzone in ricordo di quel giorno particolare.

Alle volte la testa fa ancora male: e quando accade come adesso, ripenso a quel giorno particolare vissuto sotto natale; quel giorno appena successo, andai in chiesa a ringraziare Santa Lucia di aver protetto i miei occhi da quel colpo micidiale; non hanno subito alcun danno, ed ha impedito quelle che avrebbero potuto essere conseguenze ben peggiori.

Non posso scordare quel momento, da allora prego per il cambiamento della gente, certa che quello fosse un segno della Madonna, che ha voluto mostrarmi che ciò è davvero possibile.


Bio – Francesca Facoetti:

Francesca Facoetti scrive per diletto da quando era piccola, lo fa a tempo pieno da appena tre anni; in tale periodo ha vinto centodieci pubblicazioni; grazie al concorso indetto dalla casa editrice Montag, il suo libro scritto a diciassette anni dopo un momento terribile, ha vinto la pubblicazione gratuita: “Le conseguenze della morte”. Con il concorso letterario “Il volo di Pegaso” indetto dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore della Sanità l’autrice si è classificata tra i cinque finalisti della sezione poesia professionisti; alla premiazione nelle aule parlamentari il 27/02/2017, Vittorio Sgarbi, che fa parte della commissione insieme a un membro onu, a uno della presidenza del Consiglio dei ministri, alla presidente del centro e al presidente dell’istituto superiore di Sanità, ha espresso l’importanza della professione di artista in quanto caratterizzata da una sensibilità particolare; il video della premiazione in parlamento, con la registrazione in diretta dell’intera cerimonia e l’elencazione dei finalisti, è disponibile su: YouTube; facebook. Il suo pseudonimo è ‘Francesca Gabriel’ per ricordare il piccolo Gabriel Petrsone.

 
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