Il Riflesso – Marco Sessi

Mentre il legno si avvicina, sbircio incuriosito alla ricerca della mia figura. Non avrei mai creduto che un legno così ben levigato e lucidato potesse riflettere in maniera così chiara la mia immagine. L’unico neo è che una parte del mio viso non riesco a scorgerla. Forse dipende dal luogo in cui mi trovo, oppure dall’angolazione della mia visuale o dalla quasi totale oscurità che a poco a poco mi avvolge, ma la parte destra della mia faccia non riesco proprio a vederla. Manca all’appello visivo, sicuramente l’occhio destro e la parte sovrastante della calotta cranica. Anche la fluente capigliatura, quel grigio fumo ottenuto con un’ottima tintura sui capelli bianchi, con il fine di nascondere abilmente la senescenza, ma che in compenso tramuta in gridolini di ammirazione i bisbigli delle ragazzine al mio passaggio, si perde come se fosse risucchiata in un buco nero.

Strana questa sensazione di mancanza, è come se un tennista giocasse senza racchetta o un pescatore pescasse senza canna, oppure la vita di tutti i giorni continuasse senza di noi, come prima o poi accadrà.

Non ci avete mai pensato? Io, nei momenti di tranquillità, specialmente quando mi svegliavo la domenica mattina, quando tutto era silenzio, qualche volta ho fantasticato, e vi giuro che era proprio una strana sensazione. Sotto le coperte al calduccio, i miei pensieri, quando non venivano disturbati da nessun rumore esterno, salivano sul cavallo della fantasia e galoppando lontano disegnavano un mondo senza la mia presenza. Tutto scorreva come se non fosse successo niente, con una impercettibile e microscopica differenza: io non ero protagonista di questo mondo.

La gente continuava ad alzarsi, lavorare, amare e odiare. Qualcuno cercava di essere onesto, qualche altro cercava di truffare il prossimo, altri cercavano di farsi strada uccidendo. Di fronte a tutti questi fatti comuni, io non facevo parte del gioco. Non potevo, nemmeno in modo infinitesimale, dare un corso diverso al fluire degli avvenimenti di tutti i giorni.

Indignarmi, comprare un vestito, assaporare una prelibata pietanza, sognare di esser ricco o semplicemente vivere una vita in pace con me stesso: momenti di vita che non potevo più “toccare con mano”.

Tutte le mie speranze, i sogni, tutto il lavoro che avevo fatto non avevano più dimora nel mio Io.

Vi assicuro che il vuoto che attanagliava il mio cuore quando entravo in questa specie di trance era terrificante. Addirittura il muscolo perdeva qualche colpo avvertendomi che così non andava, poi dopo pochi attimi di tentennamenti, stoicamente riprendeva il suo lavoro facendomi ritornare alla realtà, ma il senso di smarrimento che mi circondava era palpabile. Scrutavo nella mia esistenza già vissuta e teorizzavo su quella futura. In questo modo mi risentivo vivo, però comprendevo amaramente che tutto, le azioni che si fanno ogni giorno, reputate sul momento come indispensabili per potere andare avanti, in realtà non hanno senso. Tutte azioni effimere, che al momento della nostra dipartita non hanno più nessuna valenza.

Azioni svanite come una bolla di sapone che tocca un filo d’erba.

La vita è attaccata ad un sottile filo, un filo che si sa da dove parte, ma quasi mai arriva dove uno vorrebbe.

A scuola studi per diventare odontoiatra e vai a fare la guardia giurata.

Sul lavoro, ti impegni, ti arrabbi, cerchi una soluzione per risolvere ogni possibile problema perdendo anche ore di sonno, ti senti indispensabile e domani mattina ti licenziano.

Ti alleni duramente per tutto un quadriennio per coronare il tuo sogno, ma la tua disciplina sei mesi prima viene cancellata dai giochi.

Sei ligio alle regole, si arricchisce chi bara.

Non bevi neanche un caffè, vince chi si dopa.

Insegui una persona per anni perché pensi d’amarla, ti accorgi del contrario, Lei muore.

A che cosa serve costruire mattoncino su mattoncino il mondo che ci circonda,

quando in un solo attimo un nonnulla ce lo può distruggere?

Dove finiscono tutti i nostri sforzi, pensieri, desideri quando non ci siamo più?

A chi giova tutto questo, ma soprattutto a chi potrà interessare?

Sicuramente non a chi mi ha odiato, ma anche Lei che mi ha amato non potrà tramandare le mie azioni e i miei pensieri, perché è mancata prima di me.

Ho cercato di giustificarmi di fronte ai suoi genitori, dopo che Lei si è suicidata.

Comprendo perfettamente cosa vuol dire perdere una persona che hai cresciuto,

coccolato, che hai visto diventare donna e che portava in grembo una creatura.

Quella creatura, Lei diceva che era mia, ma io non ero preparato a prendermi una così grossa responsabilità, per me era una parete impossibile da scalare e poi dovevo rincorrere i miei sogni. Non potevo legare la mia futura esistenza ad un peso così grosso, mi avrebbe impedito di fare quello che più mi piaceva: coltivare le mie illusioni.

Teorizzavo sul mio futuro pieno di aspettative che poi non ho mai voluto approfondire, sperando sempre in qualche cosa di migliore.

Ero in attesa di una botta di vita.

A Lei avevo spiegato la situazione, ma Lei testarda voleva sposarmi.

           Io spregevolmente l’offesi e Lei compì il gesto estremo…

 

Cerco di riguardare la mia faccia che si rifletteva nel coperchio di legno della bara che hanno appena chiuso. Impossibile, il buio è completo.

L’oscurità mi circonda come il nulla che ha caratterizzato la mia esistenza. Il mio non è stato un bel funerale…ha semplicemente rispecchiato la mia vita.

Ora potrei dirvi dove sono finiti tutti i sogni o meglio le illusioni che rincorrevo quando ero in vita, ma l’unica cosa che mi è rimasta impressa è il riflesso che ho visto sul tetto della casa.

Era un raggio di luce che rimbalzava sulla lente del mirino telescopico del fucile di Mario.

Mario, il padre di Lei.


Bio – Sessi Marco:

Nato a Correggio, 09/05/1963
Diplomato in Ragioniere e Perito Commerciale
Sposato con un figlio
Responsabile uffici acquisti in una azienda metalmeccanica
Anni 80/90 dirigente e poi direttore sportivo squadra hochey su pista
(serie A1 e A2)
Direttore del Palio di Correggio 2012
Sport praticati a livello dilettantisco: calcio – tennis – ciclismo –
corsa in montagna (attuale attività praticata)
Hobby: lettura e scrittura

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