Il Giardino di Giulia – Claudio Marsella

Le prime luci dell’alba illuminavano tutta la vallata. Gli enormi aceri, cresciuti liberi, allungavano i loro contorti rami verso quella tenue luce come a volersi nutrire al più presto di quella linfa vitale.
Tutto era madido di rugiada e gli uccelli intrecciavano i loro voli spericolati in cerca di cibo nel nuovo giorno che stava arrivando.
La casa di Giulia era lì, immersa in quel paradiso di verde e di cielo, racchiusa nel suo recinto di legno, con le sue persiane blu ancora chiuse.
Una volta era stata l’abitazione di una famiglia felice, una famiglia come tante altre. Due figli: Paolo e Marco e un marito tanto amoroso Renato. Cosa si poteva chiedere di più? Poi la decisione di vivere a contatto con la natura, fra piante, fiori e animali domestici… era stato bello!
Si, perchè gli anni passavano inesorabilmente e i figli, diventati adulti, avevano deciso di andare a lavorare in Germania… a fare pizze! Il marito di fuggire con la sua segretaria… a fare pazzie!
Così Giulia era rimasta sola, i figli non li vedeva da quasi quattro anni. Anche le loro telefonate stavano diventando sempre meno frequenti e sempre più brevi. Alla soglia dei cinquantacinque anni viveva con una piccola pensione, ma non era quello che la rendeva triste, in fondo non aveva grosse pretese.
La cosa che più di tutte le faceva male, era il distacco forzato da quegli affetti sui quali lei aveva puntato sempre tutto!
A tirarla un po’ su di morale, c’era quella sua grande passione per il giardinaggio. Ora più che mai ci dedicava gran parte della giornata.
Il suo giardino non era tanto grande, ma era quello che si poteva definire… una gemma rara!
Era tanta la cura e l’amore che Giulia metteva nel … coccolare le sue piante, che tutto appariva praticamente perfetto. Da semplice autodidatta era pian piano diventata una fine conoscitrice dell’arte del giardinaggio. Pur avendo letto molti libri sull’ argomento, aveva aggiunto a queste conoscenze un suo talento naturale che rendeva quel suo piccolo angolo di verde davvero unico!
Il sole aveva già fatto capolino dal crinale della collina e la sua luce infondeva un dolce tepore a quell’aria primaverile.
Giulia si era già messa ad armeggiare in quel suo piccolo mondo popolato da esseri sempre fedeli, sempre riconoscenti, sempre grati di quelle piccole cure amorose che loro ricambiavano semplicemente, mostrandosi in tutta la loro bellezza.
Un filo d’erba può sembrare fragile, delicato, innocuo, ma quando meno te l’aspetti può diventare tagliente e affilato come un rasoio. Così Giulia, mentre estirpava l’erba da un’aiola, si era ferita ad un dito. “Niente di grave,”aveva pensato affatto preoccupata. Aveva poi continuato serenamente il suo lavoro.
Quando era tra le sue piante il tempo passava velocemente e così, dopo un pasto veloce e un riposino sulla sua vecchia poltrona, era tornata di nuovo con le sue verdi amiche.
Il sole era già basso all’orizzonte quando Giulia decise che per oggi le attenzioni dedicate alle sue piante potevano bastare. Dopo aver messo a posto gli attrezzi del mestiere e aver spazzato il piccolo viale di casa, un ultimo giretto per osservare e … salutare quelle sue compagne tanto silenziose e poi in casa ad aspettare un nuovo giorno.
Giulia non amava dormire tanto, tristi pensieri la aggredivano continuamente facendo diventare quelle coperte un macigno insopportabile sul suo fragile corpo. Solo il pensiero che presto sarebbe stata di nuovo con le sue piante la rassicurava.
Il sole stava spiando quel bucolico paesaggio dalla cima della collina e Giulia già respirava soddisfatta quell’aria frizzante del mattino appena iniziato.
Camminare tra le sue aiuole era la cosa che per prima amava fare. Era quasi una sorta di” buongiorno”che voleva dare alle sue amiche prima di cominciare a prendersi cura di loro.
Mentre guardava estasiata un’aiuola tutta fiorita di splendide camelie, notò che una di loro era più bella, più grande, aveva… un non so che… tale da renderla davvero interessante… diversa dalle altre… con delle sfumature di colore… insomma era meravigliosa!
Giulia pensò subito a un fatto naturale, a una sorta di auto ibridazione… una fenomeno particolare… può succedere!
Non era affatto convinta di tutto ciò, guardava quella pianta e non riusciva a darsi una spiegazione davvero convincente.
Poi ad un tratto le venne in mente che il giorno prima, proprio in quel punto, si era ferita con un filo d’erba.
“Ma cosa mi metto a pensare!” Commentò ad alta voce scuotendo la testa… “ Il mio sangue avrebbe… non è possibile!”
Quel giorno Giulia non riusciva a lavorare come sempre. Pensava a quella camelia , al suo sangue … alla possibilità seppure remota che… bisognava fare una prova… subito!
Con un coltellino che teneva sempre con sé, si procurò un piccolo taglio sulla punta di un dito e poi lasciò cadere alcune gocce del suo sangue alla base di una delle tante margherite che si trovavano in un’altra aiuola.
Quella notte nel suo letto quel pensiero prese un posto di rilievo fra tutti gli altri che popolavano la sua mente. Non era facile dormire… ora più che mai! Era tanta la curiosità di vedere cosa sarebbe successo a quella margherita. Così Giulia aspettò in silenzio che arrivasse l’alba.
Fu una notte più lunga di tante altre, il buon sonno che fa scorrere il tempo in un baleno, non era arrivato. Giulia aveva passato una nottata praticamente insonne. Finalmente quella luce tanto attesa stava filtrando da una stecca un po’ malconcia della persiana di camera sua. Il momento tanto aspettato era giunto.
Con ancora il pigiama indosso, sfidando l’aria dolcemente pungente di un aprile appena iniziato, Giulia si diresse senza indugiare oltre, verso la sua aiuola di margherite.
Il cuore batteva forte per l’emozione, ma dentro di sé era quasi certa che non avrebbe trovato niente di modificato… era sicura che tutto sarebbe rimasto come l’aveva lasciato la sera precedente.
Un tremito attraversò tutto il suo corpo… un nodo in gola le tolse per un attimo il respiro… i suoi occhi rimasero lì, sgranati a guardare quella stranezza che la natura aveva deciso di far conoscere proprio a lei… a lei prima di tutti!
Quella margherita primeggiava orgogliosa, più alta, più bella, più … non si poteva spiegare!… Bisognava solo guardarla!
“È il mio sangue, è il mio sangue!”
Cominciò a proferire Giulia ancora incredula.
“Cos’ha il mio sangue di così speciale?”
Accarezzò con infinito amore quel fiore tanto bello e disse:
“Il mio giardino sarà splendido, sarà unico, sarà fantastico… nel mondo non ce ne dovrà essere uno simile!”
Quella ferita sul dito che si era provocata, non era ancora rimarginata. Con la punta del suo coltellino tagliò di nuovo, con ancora più decisione. Non sentì nessun dolore tanto era la frenesia del momento. Il sangue fuoriusciva copiosamente mentre Giulia dirigeva quelle gocce sulle altre margherite. In pochi minuti il suo compito era terminato. Ebbe un piccolo capogiro, la mano cominciò a farle male, tornò in casa, disinfettò la ferita, mise un cerotto e si sdraiò esausta sulla sua poltrona.
Il giorno successivo la visione che apparve ai suoi occhi fu qualcosa di impagabile, di stupendo. Non c’erano parole per descrivere quello spettacolo della natura. La sua aiuola di margherite era semplicemente irreale, senza uguali, impareggiabile!
Giulia non stava più nei suoi panni. Tutto il suo giardino meritava un simile trattamento!… Non si poteva aspettare un minuto di più!
Il dito le faceva ancora male e poi le mani le servivano per lavorare. Decise allora di fare un taglio superficiale in prossimità del suo polso sinistro.
Il sangue usciva e lei… irrigava ad una ad una le sue piante. Cominciò coi lillà, che lei amava particolarmente…erano già stupendi! Immaginò per un attimo quale sarebbe stata la loro trasformazione. Si muoveva con sicurezza fra le sue … creature. Poi fu la volta delle gialle primule, loro formavano una piccola bordura…
”Chissà come diventerete!“
Disse guardandole con amore. E ancora con le viole, con i narcisi, con i rododendro… Giulia era al settimo cielo, non stava più nella pelle tanta era la curiosità di vedere il risultato. Ad un certo punto il sangue smise di uscire… non mancava tanto a completare la sua opera!
Ormai in preda ad un’irrefrenabile agitazione, Giulia affondò ancora la lama in quella ferita. Questa volta il sangue cominciò a sgorgare copiosamente. Incurante del pericolo che stava correndo, continuò con le splendide orchidee, e poi fu la volta delle adorate rose.
A questo punto accadde una cosa veramente straordinaria!
Le piante alle quali aveva appena dato il proprio sangue, si stavano trasformando sotto i suoi occhi. Vide uno spettacolo davvero unico! Uno spettacolo indescrivibile! Era tutto fantastico! Eccezionale!
Il sangue continuava a venir fuori dal suo polso… ormai mancava poco per terminare la sua opera!
I tulipani e le dalie furono gli ultimi fiori. Mancava la grande magnolia … fece cadere ancora sangue sulla radice dell’albero e poi esausta si lasciò scivolare su di esso. Rimase seduta alla sua base con la schiena appoggiata al tronco e guardò incredula.
Era bellissimo, sì il suo giardino era bellissimo, non potevano bastare le parole di questo mondo per descrivere quello spettacolo.
Poi sentì che forze la stavano abbandonando!
Sorrise soddisfatta prima di perdere i sensi… quel sangue cessò di scorrere solo quando il suo travagliato cuore smise per sempre di battere.
In quel preciso istante il giardino di Giulia tornò ad essere quello di una volta!


Bio – Claudio Marsella:

Nato a Montecatini val di Cecina nel 1951, vive in provincia di Pisa e lavora come fisioterapista.
Ha pubblicato nel 2009 il libro di racconti “…poche storie!” con la casa editrice Felici.
Nel 2011 ha auto pubblicato i racconti “Impronte di formica”.
Nel 2012 ha auto pubblicato il romanzo “Il mistero del bosco vecchio”
Nel 2013 un altro romanzo “Appuntamento con il sogno”, sempre in auto pubblicazione.
Tutte le opere tranne “impronte di formica” sono disponibili su Amazon

 
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Un commento

  1. Ha saputo comunicare il tema della “solitudine” con immagini nostalgiche e poetiche

     

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